Il cantiere è stato messo a punto anche un software per la gestione del materiale documentale emerso durante il cantiere di restauro del tempio della Concordia. I templi di Agrigento si stavano polverizzando per il degrado della calcarenite, la pietra porosa con cui sono costruiti. Quella che è in via di conclusione è la più estesa campagna di tutela mai condotta e va dal tempio di Giunone a quello della Concordia, dallAsklepieion ai santuari ctonii, al tempio di Zeus ai ruderi della Porta V, allEkklesiasteiron, il quartiere ellenistico-romano, a templi di Eracle e di Giove. I templi sono stati sottoposti a restauro diverse volte, a partire dalla fine del Settecento, con i primi lavori del principe di Torremuzza, e si sono susseguiti a cadenze regolari, per evitare che le architetture subissero danni irreparabili. Nel XIX secolo ci sono stati gli interventi della commissione Antichità e belle arti per la Sicilia, poi quelle dellarchitetto Giuseppe Patricolo e i lavori curati dai sovrintendenti Griffo e De Miro. a.r.
SICILIA - La più grande campagna di restauro mai condotta nel sito archeologico
Il cantiere è stato messo a punto anche un software per la gestione del materiale documentale emerso durante il cantiere di restauro del tempio della Concordia. I templi di Agrigento si stavano polverizzando per il degrado della calcarenite, la pietra porosa con cui sono costruiti. Quella che è in via di conclusione è la più estesa campagna di tutela mai condotta e va dal tempio di Giunone a quello della Concordia, dallAsklepieion ai santuari ctonii, al tempio di Zeus ai ruderi della Porta V, allEkklesiasteiron, il quartiere ellenistico-romano, a templi di Eracle e di Giove. I templi sono stati sottoposti a restauro diverse volte, a partire dalla fine del Settecento, con i primi lavori del principe di Torremuzza, e si sono susseguiti a cadenze regolari, per evitare che le architetture subissero danni irreparabili. Nel XIX secolo ci sono stati gli interventi della commissione Antichità e belle arti per la Sicilia, poi quelle dellarchitetto Giuseppe Patricolo e i lavori curati dai sovrintendenti Griffo e De Miro. a.r.
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