"Due possibilità: chiudere del tutto la manifestazione oppure rilanciarla cambiando nome. Comunque lo decideremo con tutti i finanziatori" «Questa accelerazione della vicenda conferma le decisioni che avevamo preso: a maggior ragione dopo larresto di Soria, il premio Grinzane per ledizione 2009 va congelato, in attesa di vedere quali sviluppi prenderà lindagine». Gianni Oliva, assessore alla cultura della Regione, commenta così a caldo la notizia delle manette scattate in serata attorno ai polsi di Giuliano Soria. Per tutta la giornata, daltronde, in Regione si erano susseguite le riunioni per discutere del futuro del più importante premio letterario piemontese. Riunioni durante le quali erano a poco a poco arrivate le notizie delle dimissioni di gran parte dei garanti e dei giurati del premio. E che erano state turbate dalle voci, incontrollate e ricorrenti, del possibile arresto del suo patron. Poi in serata è arrivata la conferma: «È chiaro - aggiunge lassessore - che, se dovesse emergere che lente pubblico è stato truffato, non potremo che costituirci parte civile. Ma è nella logica della cose». Oliva ha anche iniziato a disegnare un possibile futuro per la manifestazione: «Dopo la moratoria sulledizione di giugno che, a questo punto, è impossibile si svolga, si apriranno due strade: una per ciò che riguarda il premio vero e proprio, laltra per lassociazione privata che lo gestiva e di cui Soria era il patron. Il premio è stato finanziato negli anni oltre che da noi come Regione anche dalla Fondazione Crt e dai ministeri dei Beni Culturali e degli Esteri. Quindi credo sia giusto creare un tavolo cui tutti partecipino a decidere: è necessaria, a questo punto, una assunzione collettiva di responsabilità anche perché sono stati tanti i ministri che sono venuti a premiare i vincitori del Premio negli anni». Le ipotesi quali sono? «Si può chiudere tutto, oppure si può cercare di comprare il marchio dallassociazione che oggi ne è proprietaria. O ancora si può pensare di rilanciare il premio cambiandogli il nome, ribattezzandolo» aggiunge Oliva. Cè però da risolvere anche la questione dellassociazione Grinzane Cavour: «Che è tuttaltra cosa dal premio - spiega lassessore - è stata infatti uno strumento di cui il territorio si è avvalso per gestire la vigna di Grinzane, il castello di Costigliole e quello di Magliano Alfieri, lorganizzazione del festival estivo delle Langhe. Sono iniziative che non si possono scaricare solo sulle spalle dei comuni che le ospitano. Quindi nei prossimi giorni ci rivedremo con i sindaci di quei centri e insieme decideremo cosa fare». Sembra evidente però la volontà della Regione di salvaguardare almeno in parte queste iniziative importanti per la promozione dei territori che le ospitano». Oliva aveva anche ribadito, nel primo pomeriggio, la necessità assoluta che Soria si dimettesse «per permettere almeno di salvare il salvabile». Necessità che alla luce dei fatti successivi è diventata ancora più impellente. E conferma che comunque, per il 2009, non esisteva ancora nessun impegno della Regione Piemonte nei confronti del Grinzane: «La convenzione triennale era scaduta al 31 dicembre. E in questa situazione certo nessuno aveva pensato ancora a un suo rinnovo». VENERDÌ, 13 MARZO 2009 Pagina VII - Torino Dirigente I finanziamenti, dellente pubblico e dei tanti privati, i viaggi, le cene, gli scrittori pagati e coccolati Dalla A alla Z lascesa e la caduta di un Premio che aveva troppi soldi Il ruolo di dirigente di Angelo che sovvenzionava le sue pubblicazioni ed faceva parte della società a cui concedeva i contributi I quattro castelli dati in gestione a don Giuliano con spese infinite di ristrutturazione a carico di assessorati e ministero MASSIMO NOVELLI -------------------------------------------------------------------------------- Ecco una piccola storia di Giuliano Soria, del Grinzane Cavour e delle loro molte disgrazie. Un alfabeto, insomma, per riassumere il crollo di un colosso dai piedi dargilla. A come Angelo Soria. Alto funzionario regionale, per anni ha dato denaro pubblico a un suo socio in affari, Bruno Libralon, e a suo fratello Giuliano. Possibile che nessuno abbia ravvisato il lampante conflitto di interessi? B come Barolo. Qualcuno gli ha dato in uso la vigna storica del conte Cavour. I produttori di vino gli vendevano le bottiglie a quattro euro luna, poco o niente. Lui le rivendeva, chissà a quanto... C come castelli. Don Giuliano ne aveva in gestione - interamente, in certi casi, e solo per qualche parte in altri - ben quattro: quelli di Cortanze, Costigliole dAsti, Grinzane e Magliano Alfieri. Le spese infinite di ristrutturazione, soprattutto per Costigliole, erano ovviamente a carico della Regione e del ministero dei Beni culturali. D come denunce. Tante contro il Professore. Tutte di ex collaboratori vessati e sovente pagati una miseria, in nero, insultati pesantemente. Chi la fa laspetti. E come escursioni. Ovvero i famosi viaggi del Premio Grinzane, frequentati da politici e parenti stretti, funzionari dei ministeri, giornalisti, intellettuali vari. Tutti a gratis. F come finanziamenti. Il Grinzane aveva un giro di affari, fra i 5 e i 10 milioni di euro allanno, completamente garantito da fondi pubblici (tanti) e privati. Soldi solo da spendere. Senza mai incassare un centesimo. G come Grinzane. Ossia il teatro del premione di giugno, ora annullato. Forse per sempre. H come hotel. Perché molti scrittori stranieri popolavano il Grinzane? Per limportante della manifestazione oppure, magari, per laccoglienza in alberghi charmant, le cene, i regali (bottiglie, salami, torroni, ecc.)? I come internazionalità. Il Grinzane sbarcava ovunque, da Mosca a Cuba, dallEtiopia al Sudamerica. Senza lasciare troppi ricordi, se non quelli principalmente eno-gastronomici. L come Libralon Bruno. Socio di Angelo Soria nella società Everything, otteneva da lui cospicui contributi pubblici. M come malversazioni. Una delle ipotesi di accusa che hanno condotto in cella il ras di via Montebello, quartier generale del premio. N come Nitish. Vale a dire lo «sporco negro», come lavrebbe appellato il paladino dei diritti don Soria, che lo ha messo nei guai. O come olio. Tra le miriadi di concorsi inventati dal Nostro cera pure uno «Scrivi il paesaggio dellolio». Avrebbero dovuto scrivere gli studenti, più sovente lo facevano al loro posto giornalisti amici. P come Parigi. La meta preferita da Soria. Con tanto di appartamenti al seguito. Q come «Quaderni ispano-americani». Li dirigeva Giuliano, li sovvenzionava Angelo (con i soldi di mamma Regione). R come ristoranti. Posti in cui si manifestava la vera cultura del Grinzane. A tavola, a tavola. Mangiare per leggere, leggere per mangiare. S come sesso. Le molestie sessuali, vere o presunte, sono allorigine della caduta del Professore. T come Tahar Ben Jelloun. Probabilmente passerà alla storia come lultimo presidente della giuria (e della storia) del Premio Grinzane. U come Unione Latina. Misteriosa organizzazione culturale dei paesi di lingua latina, appunto, che ha lanciato Soria sulla scena di Parigi. V come Verdone Carlo. Anche lattore romano ha goduto dei gettoni di presenza di monsù Giuliano. Z come Zoppoli e Pulcher. Limpresa di costruzioni che compare molte volte nelle avventure edilizie di Soria, come in quelle di Sito - che Repubblica ha descritto nei giorni scorsi - in cui ha un ruolo tra i soci privati.