La denuncia dei volontari dellAtsp: "Laumento delle tariffe di Trenitalia renderà impossibile lutilizzo di questi antichi convogli. Così la nostra memoria rischia di essere vittima del degrado" A Taranto il deposito delle locomotive del passato perfettamente rimesse a nuovo Lultimo viaggio, sulla strada ferrata tra Barletta e Spinazzola, quel vecchio treno delle Ferrovie dello Stato lo farà il 20 e 21 giugno. A bordo di un convoglio di otto vetture degli anni Trenta, almeno trecentocinquanta passeggeri andranno alla scoperta, per vie dimenticate, dei tesori archeologici del parco di Canne della Battaglia. Mettere in esercizio nel weekend di giugno questo treno storico, lunico e solo treno depoca conservato in Puglia, costerà oltre tredicimila euro. Fino a qualche mese fa sarebbe costato la metà. Un altro esempio. Quello stesso convoglio storico, in viaggio fra Taranto e Metaponto, nel cuore della Magna Grecia, un anno fa sarebbe costato non più di duemila e 800 euro. Riproporre la stessa rotta significherebbe oggi sborsare circa quindicimila euro. Una proporzione di rincari che raggiunge dunque anche il 400 per cento, decretando di fatto la fine certa dei treni storici in Puglia, oltre che nel resto del Paese sintende. A denunciarlo è Oreste Serrano, docente di Lettere in pensione e soprattutto presidente della onlus tarantina Atsp (Associazione treni storici Puglia). Dietro la sigla si nasconde un manipolo di un centinaio di volontari "appassionati della memoria storica custodita dai treni di ieri". Loro, quelli dellAtsp, sono i custodi a Taranto, per conto della direzione regionale pugliese di Trenitalia, di quel poco che resta dei treni del passato (www. atsp.it). Un patrimonio che raccoglie locomotive (fra queste anche una a vapore) e vetture datate fra il 1907 e il 1964. È stata lAtsp ad averne finora cura, a titolo gratuito per di più, ed è stata sempre lassociazione a preoccuparsi di far sì che i treni in questione potessero diventare un valore aggiunto dellofferta turistica. «Nellultimo decennio - racconta Serrano - abbiamo effettuato oltre cinquanta viaggi su treni storici, in lungo e in largo per la Puglia. E, a bordo di questi tesori viaggianti, sono salite circa trentamila persone». Numeri che, adesso, allindomani dei rincari dei costi di Trenitalia, rischiano di diventare solo un ricordo. «Ci rendiamo conto della crisi che attanaglia il Paese, ma - spiega Serrano - non possiamo certo considerare i treni storici come una fonte di spreco». Per due motivi, almeno. Il primo è che le associazioni come lAtsp contribuiscono alla cura e alla manutenzione dei convogli a titolo interamente gratuito. Il secondo sta nel fatto che a percepire i ricavi dei viaggi dei treni storici è soltanto Trenitalia. Solo che, alla luce di questimpennata dei costi per rimettere in marcia i convogli del passato, lAtsp denuncia il rischio: con i biglietti venduti a prezzi inevitabilmente alti, i treni storici finirebbero per diventare inutilizzabili e quindi condannati a una fine certa. «Daltra parte, la tipologia di questi viaggi è esclusivamente turistica - osserva Serrano - e la Puglia non è certo meta di turismo per nababbi. Per quanto possa apparire assurdo, risulterebbe ben più economico noleggiare un treno moderno come un Etr». Da qui lappello dellassociazione perché quello in agenda il 20 e 21 giugno non sia realmente lultimo viaggio dellunico treno storico conservato in Puglia. «Ci auguriamo che i vertici di Trenitalia tornino sui propri passi rispetto alle politiche dei prezzi: temiamo che lalternativa non sarebbe che la distruzione certa sia dei treni storici sia degli anni di sacrifici da parte di chi, come noi, volontari dellAtsp, si è preoccupato, senza nulla pretendere in cambio, di tenere in vita un pezzo di storia». In ballo cè un tesoro nascosto di dodici mezzi rotabili, fra locomotive e carrozze, perfettamente restaurati e funzionanti a dispetto degli anni, oltre ad almeno venti mezzi che, recuperati grazie allimpegno dellAtsp, attendono soltanto di essere rimessi in viaggio. O di essere dimenticati per sempre.
PUGLIA - Treni depoca, lultimo viaggio a Canne della Battaglia
L'associazione Atsp (Associazione treni storici Puglia) ha denunciato un aumento dei prezzi di Trenitalia che renderà impossibile l'utilizzo dei treni storici in Puglia. Il deposito di Taranto, che custodisce i pochi treni del passato, ha notato un aumento del 400% dei costi per rimettere in marcia i convogli. L'Atsp ha effettuato oltre cinquanta viaggi su treni storici in Puglia, con oltre trentamila persone a bordo. L'associazione denuncia che se i prezzi continueranno a salire, i treni storici finiranno per diventare inutilizzabili e quindi condannati a una fine certa.
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