I reperti e i risultati degli studi sulla necropoli del IX secolo a. C. a maggio in mostra CON le sue 1311 tombe, la necropoli rinvenuta con i lavori per i nuovi padiglioni della Fiera è da considerarsi sicuramente la più grande in Emilia Romagna. Lo scavo, diretto da Caterina Cornelio della Soprintendenza ai beni archeologici di Bologna, si è concluso nel 2007 ma solo adesso sono stati resi pubblici i primi risultati, anticipando una mostra che a maggio presenterà i reperti più significativi. Collocabile tra il IX e metà del VII secolo a.C. la necropoli presenta sepolture a cinerazione con tombe in pozzetti, con lastre di pietra o a cassette di legno, con un ossuario, più o meno ornato, biconico con ciotola o scodella di copertura. «I corredi si sono presentati integri, il ché significa che non sono state spogliate in passato, e in alcuni casi si accompagnano ad oggetti di abbigliamento, rasoi e fibule - spiega il soprintendente Luigi Malnati -. Abbiamo trovato poi reperti ceramici, con decori semplici in quelli più antichi e con elementi di chiara influenza orientale in quelli recenti La scoperta è significativa perchè conferma limportanza di questo insediamento villanoviamo, prima che venisse abbandonato per dare vita ad un nuovo nucleo abitativo che oggi è Bologna. Lintegrità delle tombe ci permetterà di studiare le evoluzioni anche a livello familiare perchè si sono trovati diversi nuclei e quindi si potrà realizzare una nuova documentazione sul periodo». Lo scavo della necropoli è stato condotto solo in corrispondenza delle superfici destinate alla creazione dei plinti di costruzione della nuova fiera, ma la vastità del sito e la densità delle tombe fa presupporre che la necropoli dovesse essere costituita da 4 o 5 mila sepolture. Il rischio di infiltrazioni dalle falde acquifere e la necessità di accelerare i lavori del cantiere ha fatto sì che parte del lavoro di scavo e recupero sia stata effettuata in laboratorio. (p. n.)