SCOPERTA DELLA GUARDIA COSTIERA Una discarica nel fondale di Cala dello Scoglio, nelle acque dell'isola di Giannutri, in pieno Arcipelago toscano dove la prima legge è quella dell'Ambinete. È il risultato dell'operazione "Mare Trasparente" che da qualche giorno la Guardia Costiera sta effettuando in una complessa attività aeronavale di polizia giudiziaria, promossa dal Comando Generale delle Capitanerie e dal reparto operativo della Direzione Marittima di Livorno. Scopo dell'operazione la sorveglianza e la protezione dell'ambiente marino per preservarlo da inquinamento e smaltimento di rifiuti. Un mezzo aereo del 3 Nucleo Aereo della Guardia Costiera di Pescara denominato "Manta", dotato di un modernissimo sistema di controllo e telerilevamento satellitare, ha effettuato una mappatura aerea per verificare alcuni parametri relativi a materiali inquinanti e quindi delineare un quadro di insieme dell'ecosistema marino dell'Arcipelago Toscano. In mare sono state impiegate l'Unità navale scientifica CP-406 "Scialoia", il nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e le motovedette del Circondario Marittimo di Porto S. Stefano. Il controllo effettuato nella zona di Giannutri ha fatto scoprire sul fondale di Cala dello Scoglio, una discarica di materiali riconducibili alla dismissione di un cantiere edile per la presenza di grosse quantità di materiale ferroso e altri rifiuti di ogni genere. Nel corso delle operazioni la motovedetta CP-803 ha avuto anche occasione di recuperare la carcassa di un delfino che è stata consegnata al personale dell'Istituto Zooprofilattico di Grosseto per gli accertamenti del caso e il successivo smaltimento a cura del Comune di Monte Argentario. Spiega il Comandante del Circondario Marittimo di Porto S. Stefano Federico Giorgi, che «queste attività di sorveglianza del mare e delle coste per prevenire inquinamenti, scarichi illeciti, danni all'ambiente marino e al patrimonio archeologico sommerso, rientrano tra le competenze che la legge 979 "Disposizioni per la difesa del Mare" ed il recente decreto legislativo 152, attribuiscono direttamente alla Guardia Costiera». Renzo Wongher