Una villa romana individuata attraverso piccole parti delle murature ancora evidenti e centinaia di reperti ceramici colorati della stessa epoca: questo il tesoro archeologico che è apparso davanti agli occhi degli esperti che stanno monitorando il cantiere di costruzione di nuovi appartamenti in via Università. Il sito è posizionato dove fino a pochi anni fa c'era il cinema Capitol ed è costantemente controllato - anche attraverso la vigilanza 24 ore su 24 - dagli studiosi perché considerato uno dei punti più densi di vestigia del passato della romana città di Mutina, gli antenati dei modenesi attuali. Gli scavi - effettuati dalla Soprintendenza archeologica di Bologna con Donato Labate coadiuvato da Francesco Benassi della cooperativa archeologica Ares - hanno restituito in questa occasione piccoli oggetti e frammenti di capitelli assegnabili al periodo repubblicano compreso dal II secolo avanti Cristo al II-III dopo Cristo. Materiali che si legano alle mura romane individuate nello scavo di piazza Roma del 2007, ma soprattutto alle bellezze antiche ritrovate proprio nei pressi dell'ex cinema Capitol nel 1963. Oggi questi ultimi reperti sono esposti al museo civico di Palazzo dei Musei, ma vennero ritrovati in questi stessi luoghi: si tratta di un bellissimo letto triclinare, un tavolino e una decorazione di fontana a forma di anatra. Niente di così rilevante, dal punto di vista artistico, è stato ritrovato in questa occasione, ma che si tratti di una scoperta importante, anticipata qui dalla Gazzetta, lo dimostra il fatto che nelle settimane scorse più volte il soprintendente archeologico dell'Emilia Romagna, Luigi Malnati, ha visitato il cantiere. I lavori intanto continueranno per un altro mese, dunque non sono escluse ulteriori sorprese. «Abbiamo realizzato - racconta l'archeologo statale Labate - un approfondimento stratigrafico in due vani del cantiere e sono emersi molti resti di una domus romana con tantissime ceramiche di età repubblicana e imperiale. Sono materiali importanti, e forse non saranno gli unici perché stiamo setacciando la terra scavata per costruire il nuovo edificio. Lo scavo stratigrafico effettuato è il primo dal 1984, se si eccettua quelli di piazza Roma, e le novità sono molto significative per ricostruire ancora meglio la storia della città che si sviluppa sotto i nostri piedi». Tutto quanto ritrovato probabilmente andrà presto ad arricchire le vetrine - riallestite pochi mesi fa - del museo civico archeologico: insieme ai ricchi arredi trovati negli anni Sessanta sarà dunque possibile comprendere ancor meglio com'era la vita sociale dei nobili modenesi di epoca romana.