ROMA Il disegno di legge sul federalismo fiscale è destinato a cambiare ancora volto. Come annunciato dal governo, infatti, sono molte le limature che verranno apportate al testo che dovrà, quindi, tornare al Senato per la terza lettura. Ieri nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera i relatori hanno presentato un nuovo pacchetto di una decina di emendamenti che vanno ad aggiungersi agli oltre trenta depositati l'altro ieri e a uno del governo che prevede un parziale rafforzamento del ruolo della commissione bicamerale di controllo dei decreti attuativi della delega. Di fronte a modifiche che definisce «sostanziali» il Pd è cauto e, pur sottolineando che ci sono state «timide» aperture su alcune delle sue richieste, le ritiene ancora «insufficienti». In effetti, nella seduta notturna di martedì il governo ha dato parere favorevole ad alcuni emendamenti "di sostanza" dei Democratici, primo fra tutti quello che cancella la riserva di aliquota Irpef tra le fonti che le Regioni utilizzano per finanziare le spese essenziali, sostituita da compartecipazioni ai tributi erariali e, «in via prioritaria», al gettito Iva. Ok anche a un'altra proposta del Pd che mette in capo ai presidenti delle Camere la nomina della presidenza della commissione bicamerale per i decreti attuativi della delega. Un ulteriore emendamento del governo prevede inoltre che in caso i pareri delle commissioni competenti sui decreti attuativi, contengano dei rilievi, il governo, possa trasmettere una relazione sul merito delle questioni ai presidenti delle Camere. La maggioranza fa una mezza apertura anche alla richiesta del Pd di inserire nelle funzioni fondamentali il trasporto pubblico locale, introducendo, il concetto di "livello di servizio minimo" che il Pd chiede sia esteso anche ai beni culturali. Tra le novità di giornata c'è anche una modifica, prevista da un emendamento dei relatori, riguardante le regioni a statuto speciale che abroga l'articolo 25 del testo fatta però salva, per la loro partecipazione alla perequazione e agli obblighi comunitari sulla finanza pubblica. Sempre secondo una proposta di modifica dei relatori nelle funzioni essenziali, in capo alle Regioni, (come previsto in una prima versione del testo poi modificata al Senato), rientrano anche le spese per l'istruzione e non più solo quelle relative ai servizi e al diritto allo studio. Infine con un emendamento dei relatori si introduce una clausola di salvaguardia per cui l'entrata in vigore del provvedimento e dei decreti attuativi non dovrà comportare oneri aggiuntivi sui bilanci statali. Limature ancora non sufficienti per il Pd che chiede ancora, tra l'altro, una definizione per legge dei livelli essenziali di prestazione, modifiche sul patto di convergenza, la perequazione delle funzioni non fondamentali degli enti locali, la programmazione pluriennale per il Mezzogiorno. Da ieri sera sono partite le votazioni che dovrebbero procedere a raffica oggi e domani visto che il testo è in calendario in Aula per la discussione generale lunedì prossimo.