LIVORNO. Continua il nostro viaggio fra i beni culturali ed ambientali livornesi attraverso elementi che pur apparendo minimalisti sono tuttavia significativi per la storia della nostra città e contribuiscono a costituire un patrimonio collettivo di cui sarebbe auspicabile il ricupero ed un'adeguata valorizzazione. Tutti elementi che però, per i motivi più vari, si trovano, se non dimenticati, almeno sospesi in una specie di limbo aspettando da anni tempi migliori sinora mai arrivati. Una situazione di stallo che spesso, tanto per non sbagliarsi, viene imputata alla cronica carenza di risorse disponibili. E naturalmente non possono mancare i soliti grovigli burocratici che, micidiali come la maledizione del faraone Tutankhamon, riescono a rendere difficoltoso l'avvio di ogni eventuale intervento risolutivo. Il nostro viaggio si è soffermato su un'area particolarmente degradata della Circoscrizione 3: è il caso di via Da verrazzano, dove in un campo pieno di sterpaglie, sono state abbandonate le carrozze del vecchoio trenino per Pisa. E poco più in là, un parco alberato - vero polmone verde nel quartiere - attende di essere riaperto e gestito. Ma c'è anche la vicenda di Villa Maria, che attende da 3 anni di essere restaurata, e il caso del fosso reale sugli Scali Olandesi