Un altro viaggio alla scoperta di stucchi pregiati, tra candidi puttini che amoreggiano, festoni di fiori e foglie, grandi statue dell'Eterno e di personificazioni allegoriche. Da oggi e per tutta la settimana di Pasqua si alza di nuovo il sipario su nove oratori decorati dai Serpotta, già riaperti per le festività natalizie dall'assessorato regionale ai Beni culturali in collaborazione con l'associazione "Amici dei musei siciliani": si tratta dell'oratorio del Santissimo Rosario in San Domenico, in via Bambinai, la chiesa del Carmine maggiore, a Ballarò, l'oratorio di San Mercurio, invia dei Benedettini, l'oratorio di San Lorenzo e quello dell'Immacolatella, entrambi nell'omonima via, accanto alla basilica di San Francesco, l'oratorio del Carminello vicino Porta Sant'Agata all'Albergheria, l'oratorio dei Bianchi con gli stucchi dell'ex chiesa delle Stimmate, in via dello Spasimo, l'Oratorio delRosario in Santa Cita, in via Valverde, la chiesa dell'Assunta, in via Maqueda, poco distante l'arco di Cutò, all'altezza del civico 55. Da oggi, e fino al 12 aprile, grazie a una convenzione che gli Amici dei musei hanno stilato con l'Università, e alla disponibilità della Curia che è proprietaria degli oratori, studenti della facoltà di Lettere e studiosi cureranno le visite guidate, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. A Natale gli oratori riaprirono con i lavori di restauro della Soprintendenza ancora in corso, e spesso impalcature e ponteggi oscuravano la vista delle decorazioni serpottiane. Quattro mesi dopo diversi spazi possono considerarsi sostanzialmente recuperati e i restauri degli stucchi quasi completi: è il caso della chiesa dell'Assunta, decorata secondo la tesi di Donald Garstang da Procopio Serpotta nei primi decenni del Settecento, e appena liberata dalle impalcature. «Proprio da qui, non a caso spiega la soprintendente ai beni culturali di Palermo Adele Mormino riparte il circuito che speriamo diventi presto una meta del turismo siciliano». Bernardo Tortorici, presidente dell'associazione Amici dei musei, aggiunge che negli alberghi e nei punti informativi saranno distribuite miniguide per una migliore individuazione dei luoghi da visitare. Da quelli realizzati dal più illustre Giacomo al padre Gaspare, dal fratello Giuseppe a quelli del figlio Procopio, ecco i cui tesori più belli ritornati in mostra. All'Assunta, dove a Natale si vedeva solo una striscia dell'apparato decorativo si potranno finalmente ammirare angeli, putti, festoni floreali e figure allegoriche femminili, con i teatrini ovali sorretti da angioletti. È libero da ponteggi anche l'oratorio di San Mercurio, con i decori di putti musici e cantori creati da Giacomo e Procopio Serpotta e il Carminello, opera di un Giacomo Serpotta ai suoi inizi. Erano già fruibili i più pregevoli oratori di San Lorenzo e del Santissimo Rosario, con le vite di San Lorenzo e San Francesco nel primo e i Misteri del Rosario nel secondo, ma anche le statue di Santa Rosalia e delle altre figure allegoriche femminili esposte all'oratorio dei Bianchi. Alla chiesa del Carmine Giacomo Serpotta ha realizzato figure di soggetto biblico e le colonne dorate tortili. Si continua a lavorare, e dunque gli stucchi si vedranno talvolta al di là dei ponteggi, all'Immacolatella. decorata da Procopio, a Santa Cita, vero tripudio di festoni e teatrini prospettici, e al Carminello, dove l'aula è ormai libera, ma proseguono i restauri al presbiterio.