Prossimamente all'assemblea e al consiglio d'amministrazione del Centro Te sarà presentato il progetto di mostre confezionato venerdì e sabato dal comitato scientifico. Nell'ottobre prossimo la tela dello Schiavoni di Puskin restaurata dal Centro Te, nel 2010 gli arazzi gonzagheschi, nel 2012 una monografica sul Giulio Romano trapelato dalle indagini più recenti. Enrico Voceri dice che sono mostre diverse per visitatori diversi. Il presidente del Centro Te conferma quindi che sono progetti espositivi nuovi per un pubblico mutato e comunque in evoluzione a causa della crisi. Assemblea e cda prossimi serviranno anche per saggiare le disponibilità dei soci pubblici e privati sui progetti, sempre nell'attualità e nella prospettiva della situazione economico-finanziaria. Prima il Cammeo Gomnzaga. In futuro l'arazzeria ducale, il cosiddetto Trono di Virgilio, poi Giulio Romano. Il comitato scientifico ha scelto la via locale, made in Mantua? «No. Ci siamo riuniti per discutere del programma complessivo, pensando di riuscire a portare in porto la mostra di Giulio Romano. Ma considerata la complessità della mostra che è ragionevolmente impensabile prima del 2012, abbiamo immaginato nel frattempo altri eventi. Le grandi mostre che abbiamo allestito non erano precisamente mantovane: Celeste Galeria, Mantegna. Anzi, la scelta del comitato scientifico è stata quella di non chiudersi nell'indagare Mantova». Lei aveva in mente Terra Omnia nel prossimo autunno, Baldassarre Castiglioni nel 2010. Zero. Il comitato scientifico ha deciso su tutt'altro. Deluso? «I progetti sono tutti belli nei momenti in cui sono condivisi. Non ne faccio una questione personale. C'è invece una convergenza sui progetti del comitato scientifico che trovano da parte mia ampio consenso. Sono di grande interesse e spessore». Arazzi, Troni greci. Mostre diverse per attrarre un pubblico diverso? «Quella dell'anno prossimo sarà la prima mostra sugli arazzi del Centro Te. Speriamo che qualcosa cambi nell'ambito dell'affluenza del pubblico. Sarà una novità rispetto alle classiche esposizioni di pittura. Certo, nessuno di noi è in grado di ipotizzare di come sarà il visitatore futuro e come andrà l'economia. Ma per noi è obbligatorio provare». Muta il profilo del pubblico. E la crisi soffia anche sulle imprese culturali, sui fondi del Centro Te? «L'assemblea e il cda si riuniranno prossimamente. Ci guarderemo negli occhi per vedere confermati tutti gli impegni, come fino a oggi è avvenuto». Questo riguarda anche il Comune, che è socio ed erogatore fondamentale? «Varrà per tutti. Dovremo fissare il livello di impegno degli eventi. Speriamo di vedere confermato ciò che ci è stato sempre erogato in termini di quote associative per poi discutere di eventuali finanziamenti straordinari per attività dell'anno. Che sarà ovviamente molto più ridotta rispetto a quella dell'anno scorso». Anni 2009, 2010 e 2012 occupati. E nel 2010? «È vero. Nel 2011 non c'è un'ipotesi di mostra. Però si sta ragionando sul moderno-contemporaneo. Ci sono scambi di idee con Gabriella Belli del Mart di Rovereto-Trento».