L'elemento base di qualsiasi grande istituzione museale risiede nella collezione permanente che le appartiene. E l'attività di Museion prosegue sotto la guida di Letizia Ragaglia, in veste di direttrice ad interim, con una serie di iniziative, tra le quali la presentazione delle nuove acquisizioni della collezione permanente. Le opere saranno messe in dialogo con quelle di artisti locali, evidenziando punti di convergenza e distanze che caratterizzano l'approccio artistico nei confronti di uno stesso mezzo espressivo, la fotografia, e di un impegno politico e sociale dai diversi accenti. Le New Entries saranno presentate nel corso di una mostra di lunga durata che sarà inaugurata domani alle 19, per proseguire fino al 14 febbraio 2010. L'esposizione che corre parallela a quella di Mike Kelley, in corso fino al 19 aprile, vuole quindi rendere note al pubblico le opere che hanno arricchito una collezione che ha preso forma nel corso dei decenni, divenendo una raccolta ricca ed eterogenea, purtroppo poco nota al pubblico. La mostra, allestita al secondo e terzo piano dell'edificio seguendo un percorso preciso, offre la possibilità di tematizzare il ruolo della fotografia all'interno dell'arte contemporanea. Una selezione di opere plastiche di recente acquisizione completa la presentazione insieme a un nucleo di lavori appositamente concepiti per tessere un dialogo con la collezione. Nelle sale di Museion si articoleranno molteplici «visioni del mondo» sviluppate attraverso le diverse modalità espressive del mezzo fotografico. Questa serie di opere comprende lavori di William Kentridge, Zanele Muholi, Santu Mofokeng, tutti provenienti dal Sudafrica, che affrontano temi come quello dell'omosessualità e del trauma, con lavori che tessono un filo rosso fra la Trieste del primo dopoguerra della Coscienza di Zeno di Italo Svevo e quelli del Sudafrica dopo l'apartheid. La fondazione The Atlas Group, con i lavori di Walid Raad, documenta la storia contemporanea libanese interrogandosi sul grado di autenticità e verità di un'immagine. Miroslaw Balka e Alina Szapocznikow (Polonia), affrontano i temi della fragilità della memoria collettiva e dell'essere umano. Lo spazio dedicato alle opere di Eleanor Antin (Usa), Elke Krystufek (Austria)e Karl Unterfrauner (Alto Adige), utilizza il mezzo fotografico per giocare con il concetto di messa in scena. Luis Jacob (Perù), Matti Braun (Germania), Olivier Menanteau (Francia), Werner Gasser e Hans Knapp (Alto Adige), tematizzano il ruolo della fotografia come archivio del mondo, con lavori che affrontano temi come l'associazione emotiva, i legami tra il concetto di identità di una persona e un paese, e lo statuto di «intoccabilità» delle opere d'arte. Le opere verranno messe al centro di un confronto con Elisabeth Hölzl, Julia Bornefeld, Peter Senoner columbosnext, Francesco Jodice, Michael Fliri e Valentina Sartori. Accanto agli eventi che interessano il corpo centrale di Museion proseguono quelli ospitati dal-l'Atelier Forum che, come ha ribadito Letizia Ragaglia nel corso dell'inaugurazione, vogliono costituire l'eredità di Manifesta, coinvolgendo le istituzioni locali. Dallo scorso 5 marzo è protagonista la galleria «Le Carceri» di Caldaro con Heidi's shop, o meglio Heidi's sexy shop, un progetto di Arnold Mario Dall'O e Luca Coser. L'installazione altro non è che una vetrina rosa shocking, che imita appunto quelle di un negozio di sex toy e abbigliamento erotico. Il lavoro è molto distante da entrambe le modalità artistiche dei due artisti coinvolti, dato che come spiega Dall'O «la scommessa era quella di utilizzare la vetrina di una struttura che non è propriamente né un museo né una galleria e questa riflessione è stato il presupposto dal quale è partito il nostro lavoro. L'intento è quello di giocare con i fruitori che nel caso di un museo sono spesso le famiglie. Volevamo allargare il raggio d'azione e coinvolgere in maniera ironica tutti quelli che sarebbero passati di fronte alla struttura». E riguardo alla collaborazione con Luca Coser, Dall'O spiega come «conoscendoci fin dai tempi dell'accademia, essendo entrambi pittori e collaborando tutti e due con la galleria Le Carceri, abbiamo deciso di adottare un metodo lontano dalla prassi di entrambi». L'installazione stimola la prontezza di spirito del passante, che certo non si aspetta di trovare delle vetrine allestite in quel modo, nella dependance di un museo, e al contempo analizza il sistema del mercato e il grado di assuefazione che caratterizza la società contemporanea. Altro punto importante è il coinvolgimento dell'immaginazione degli spettatori, perché ad essa è demandato il compito di completare l'opera, dando forma immaginativa a ciò che potenzialmente può essere nascosto dietro le vetrine. Heidi's shop proseguirà fino al 26 marzo.
BOLZANO - Acquisti ad arte. Il Museion cresce e presenta le ultime New entries In mostra per un anno
Museion presenta una mostra di lunga durata con opere di fotografi provenienti da tutto il mondo. La mostra, che si svolgerà fino al 14 febbraio 2010, presenterà opere di artisti locali e internazionali, tra cui William Kentridge, Zanele Muholi e Santu Mofokeng. Le opere saranno messe in dialogo con quelle di artisti locali, evidenziando punti di convergenza e distanze. La mostra sarà inaugurata domani alle 19 e sarà aperta al pubblico fino al 14 febbraio. Inoltre, Museion ospiterà anche un progetto di installazione intitolato "Heidi's shop" di Arnold Mario Dall'O e Luca Coser, che sarà esposto fino al 26 marzo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo