BOLZANO La decisione della giunta provinciale di spendere 1,8 milioni per finanziare la realizzazione di un museo dei trenini a Rablà in val Venosta provoca imbarazzo nella Svp e rabbia fra i sindacati locali, che ricordano come «Durnwalder risponde sempre che non ci sono soldi quando chiediamo aiuti contro la crisi». La Svp fatica a trovare una qualsiasi motivazione per giustificare i quasi due milioni di euro spesi per il museo dei trenini. Se il Landeshauptmann sostiene che il progetto col fatto che «può avvicinare la popolazione e soprattutto i bambini al treno», gli altri esponenti Svp sono più imbarazzati. Un giro di opinioni nella Stella Alpina permette di ottenere solo una serie di «non sono molto informato sulla faccenda, non saprei come commentare ». Fra questi il consigliere provinciale Arnold Schuler. Risponde al telefono mentre è in auto e appena sente parlare del museo dei trenini di Rablà si accende: «Sto tornando a Bolzano da una riunione e sono appena passato accanto al cantiere, mi dica». Quando però Schuler capisce in che senso gli viene chiesta una dichiarazione sul museo, il tono di voce cambia. «È un po' difficile per me spiegare il motivo e il dettaglio di questa spesa dice non conosco benissimo la vicenda. So che hanno cercato per qualche tempo l'edificio giusto per edificare il museo. Alla fine la scelta è caduta su un vecchio fienile che viene ricostruito per questo scopo. Non so molto altro, non saprei spiegare ». Segue un invito a telefonare a un membro della giunta. Fra i molti assessori non rintracciabili risponde Florian Mussner, che però recita lo stesso copione di Schuler, con una variante. «Non conosco la vicenda perché non è il mio assessorato». Insomma tutti glissano. I sindacalisti invece sanno molto bene cosa dire e quali paragoni fare. Toni Serafini della Uil: «Per gli ammortizzatori sociali lo Stato ha dato alla Provincia di Bolzano 500mila euro. Non aggiungo altro. Quando si hanno pochi soldi bisogna usarli bene e scegliere le priorità. Alla vigilia dell'incontro del tavolo provinciale anticrisi non è bello leggere che sono stati stanziati tre miliardi e mezzo delle vecchie lire per il museo dei trenini. È vero che anche in momenti di crisi la cultura deve andare avanti e con essa il sostegno pubblico, ma ci vuole senso della misura ». Anton Von Hartungen della Cisl taglia corto: «Non voglio fare del facile populismo. Dico solo che in tempi di crisi, quando c'è necessità di fare grandi investimenti per sostenere famiglie e reddito, una spesa di questa dimensione non sembra proprio la più idonea». Infine Lorenzo Sola della Cgil. «Tutte le risorse che non sono destinate a scelte strategiche, anche quelle culturali, vanno spese per fronteggiare la crisi dice Sola . Noi continuiamo a chiedere risorse e il presidente Durnwalder ci risponde che non ci sono soldi. Una frase che è in forte contraddizione con un ente che spende 1,8 milioni in questo modo. Li diano ai Comuni per pagare le rette degli asili nido, che sono state addirittura aumentate. Tutte le spese che sono rinviabili di un anno o due senza gravi conseguenze dovrebbero essere rinviate».
BOLZANO - Museo dei trenini, insorgono i sindacati
La giunta provinciale di Bolzano ha deciso di spendere 1,8 milioni di euro per finanziare la realizzazione di un museo dei trenini a Rablà in val Venosta. Questa decisione ha causato imbarazzo nella Svp e rabbia fra i sindacati locali, che ricordano come il Landeshauptmann Durnwalder abbia sempre detto che non ci sono soldi quando chiedono aiuti contro la crisi. La Svp non ha trovato una motivazione per giustificare la spesa, mentre gli esponenti del partito sono stati imbarazzati. I sindacalisti hanno criticato la spesa, affermando che in tempi di crisi non ci sono soldi per le spese culturali.
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