Il governatore critico: prima di aumentare le cubature di chi ha, bisogna pensare a chi non riesce a pagare il mutuo «Il Piano casa del governo è debole: le risorse sono insufficienti, ma è giusto intervenire abbassando l'Iva al 10, come vuole fare Berlusconi». Piero Marrazzo critica l'esecutivo nazionale sul provvedimento annunciato da giorni per rilanciare l'economia e chiede «più risorse e una vera semplificazione amministrativa ». Da Palazzo Chigi il Piano casa era stata pensato puntando soprattutto «sull'ampliamento delle cubature». Il governatore del Lazio, invece, lo vorrebbe mirato sulle procedure di erogazione dei fondi dagli enti locali e dal sistema creditizio verso le imprese ed i cittadini: «Lì sì che è necessario accelerare e snellire la burocrazia per dare risposte non sulla carta, ma nei fatti - osserva - . Se si trova un equilibrio tra istituzioni, banche e imprenditori si può concretamente rimettere in moto l'economia ». Marrazzo spiega le perplessità sul progetto del governo facendo due conti: «Loro hanno stanziato 550 milioni di euro per tutta Italia dei quali 50 andranno al Lazio, mentre noi - solo per il Lazio - 550 milioni per l'edilizia agevolata più 450 milioni per modernizzare gli ospedali e 200 per riqualificare le scuole». In pratica la Regione ha deciso di investire oltre un miliardo sulla casa, avendo come priorità «l'edilizia agevolata, il sostegno ai cittadini che faticano a pagare affitti o mutui e la lotta all'abusivismo». Ma dopo le critiche, il governatore è molto preoccupato per le conseguenze della congiuntura economica: «I fondi disponibili devono essere spesi subito. Tra 3 anni potrebbero essere inutili: per quella data centinaia di società potrebbero avere già chiuso i battenti. E quelle risorse non serviranno certo a rilanciare le aziende che stanno vivendo oggi un periodo di agonia». Per velocizzare l'uso dei finanziamenti Marrazzo annuncia: «Chiederò ad aprile sul Piano casa del Lazio la concertazione con le parti sociali: voglio confrontarmi con i costruttori, ascoltare le loro idee e le loro proposte. È giusto sostenere il settore edile. Così costruiremo subito un Piano casa che rappresenti una risposta alla crisi. Ma dobbiamo fare in fretta». Il presidente della Regione ha chiesto a Mario di Carlo, assessore alla Casa, la preparazione di un cronoprogramma di delibere e regolamenti per spendere 140 milioni di euro assegnati in un bando alle cooperative per costruire case popolari a Roma; 70 milioni per l'housing sociale; 46 per l'acquisto di alloggi dismessi di enti e società; altri 18 per l'acquisto di case per gli anziani e 40 per l'emergenza abitativa. L'imperativo più in voga in Regione in queste settimane è «primum vivere»: in questa ottica la giunta vuole puntare su «ristrutturazioni e riconversioni, tipo l'archeologia industriale, e sulla green economy » perché l'edilizia del futuro si deve fare «con materiali ecosostenibili». Così i vantaggi, fanno notare alla Pisana, sarebbero duplici: per il settore edile che userebbe prodotti di ultima generazione e per i cittadini che spenderebbero meno di bollette. Inoltre «guardando il testo del governo - aggiunge Marrazzo - si parla sempre di un ampliamento del 20 degli edifici esistenti, del cosiddetto "premio di cubatura" e poi in maniera residuale della possibilità di installare impianti fotovoltaici». Ma parlare di «aumento di cubature», secondo il governatore, fa tornare alla mente i tempi del «boom economico». «Purtroppo quei tempi sono molto lontani - ricorda - e noi dobbiamo dare risposte concrete e immediate ai cittadini per aiutarli a resistere in questa fase così delicata, per difendere i posti di lavoro, le famiglie che non riescono a arrivare a fine mese, le aziende che rischiano di chiudere. L'aumento delle cubature mi sembra una scorciatoia. Prima non sarebbe meglio pensare a chi non riesce a pagare i mutui o gli affitti?».