«Sbagliato chiudere in modo pregiudiziale al piano casa di Berlusconi». La Toscana dei costruttori edili corregge il presidente della Regione Claudio Martini, che ha bocciato senza appello il provvedimento del governo. Cè chi bacchetta Martini, come la Cna fiorentina: «Troppa tiepidezza da parte della Regione Toscana, invidio il Veneto che va avanti» dice il direttore Luigi Nenci. E chi invece è più cauto, come i presidenti regionali della Lega cooperative Patrizia Vianello e dellAnce Stefano Varia, che però si rifiutano di demonizzare a priori il provvedimento, purché abbia contenuti e regole capaci di evitare la cementificazione selvaggia e la divaricazione sociale. La Cna, invece, si schiera senza riserve a favore del piano casa di Berlusconi. «Non è vero che esautora i Comuni, ma semmai li responsabilizza affidando loro lindirizzo e la pianificazione urbanistica, oltre che la vigilanza, sollevandoli da qualche adempimento autorizzativo» dice Nenci. «Il piano semplifica le procedure - ad esempio affidando alla certificazione dei periti la conformità degli interventi - e rappresenta un volano in grado di rimettere in moto la locomotiva dello sviluppo di una filiera economica della quale fanno parte tanti professionisti progettisti, costruttori, impiantisti, falegnami. Solo in provincia di Firenze, 4.000 tra ingegneri, architetti, periti, geometri, e 16.180 imprese edili». Domani Cna presenta la «sacra alleanza» proprio tra lassociazione e i professionisti della progettazione, che si sostanzia nella costituzione di un centro studi propositivo per la ripresa economica attraverso il rilancio delledilizia pubblica e privata. «Che la Regione, invece di bocciare il piano casa del governo - anticipa Nenci - si attivi perché i 750 milioni per la messa in sicurezza degli edifici pubblici siano assegnati, anziché con ununica gara nazionale che favorirebbe i grandi gruppi e il subappalto, con affidamenti locali fino a 500.000 euro. E lo stesso si faccia con gli immobili delle Ferrovie che, in base allaccordo per la Tav, vanno ristrutturati e destinati ad altri usi». Poi Nenci torna sul piano casa del governo. «A Firenze incentiverebbe una rapida approvazione del piano strutturale e la partenza immediata di cantieri per risanare tanti edifici. Pericolo di abusivismo edilizio? Non più grave dellossessione burocratica che sta uccidendo ledilizia». «Siamo contro la deregulation e la cementificazione selvaggia, ma anche contro veti pregiudiziali sul provvedimento del governo, occorre poterne vedere e verificare le regole» dice Stefano Varia, presidente toscano dellAnce (lassociazione nazionale dei costruttori edili inserita in Assindustria). «Ben venga questo provvedimento, ma solo se contiene un quadro di regole che possano essere poi specificate e attuate a livello locale dalla concertazione tra Regione e forze economiche. Ma ben vengano, soprattutto, provvedimenti che incentivino le demolizioni e ricostruzioni con criteri di risparmio energetico degli edifici e lo stanziamento di fondi che, come avvenuto in Francia e Spagna, siano poi destinabili a livello locale per opere immediatamente cantierabili e di manutenzione stradale». Né sì né no al provvedimento dice anche Patrizia Vianello, al vertice della Lega toscana delle cooperative. «Può essere unopportunità se accompagnato da regole che incentivino la cooperazione e assicurino standard qualitativi, sostenibilità ambientale, bioedilizia, risparmio energetico. Invece, per quel che ne so, sento di disposizioni, come la possibilità di aumentare del 20 la cubature delle case, che tornerebbero utili solo a chi è proprietario di ville e aumenterebbero il solco sociale tra chi ha e chi non ha».