ROMA. Nell'ipotesi che Sandro Bondi dovesse lasciare il dicastero dei Beni culturali per dedicarsi al lavoro da triumviro nel direttivo del Popolo delle libertà ipotesi che lo stesso ministro caldeggerebbe molto a causa dei tagli di I miliardo e mezzo di euro che renderebbero difficilmente governabile la macchina del dicastero chi potrebbe sostituirlo a via del Collegio romano? Il dibattito infuria giacché la domanda torna a sorgere spontanea ora che il sisma introdotto nell'apparato del centrodestra con la nascita del Pdl rimette in discussione gli equilibri che fin qui s'erano consolidati. La rosa dei candidati che ambiscono a] vertice del ministero dove oggi siede Bondi è nota da mesi: sono l'attuale sottosegretario alla presidenza con delega all'editoria Sandro Bonaiuti e il vicepresidente del gruppo al Senato del Pdl Gaetanc Quagliariello. Ma sono nomi ai quali, secondo indiscrezioni interne a Forza Italia e a via del Collegio romano, si potrebbe ora aggiungere quello dell'attuale sottosegretario con delega al turismo Michela Brambilla. Un'ipotesi che potrebbe consentire al premier Berlusconi di accorpare la delega al turismo coi Beni culturali. Una possibilità tra le altre e niente di pi per ora che avrebbe per anche delle controindicazioni: come per esempio quella di un rimpastino interno che dentro il Pdl produrrebbe disagi e malumori. Non solo ti-a i concorrenti interni a Forza Italia ma anche dentro Alleanza nazionale. Sì, perché sulla partita per via del Collegio romano si concentra - e non da oggi - anche l'interesse del partito di Gianfranco Fini. Quando tre settimane fa al ministero dei Beni culturali è esploso il caso delle dimissioni del presidente del consiglio superiore Salvatore Settis, a prendere le sue difese tra gli altri, unico nel centrodestra, è stato l'esponente di An Fabio Granata, già in predicato per un posto da sottosegretario ai Beni culturali. E lo ha fatto, non a caso, in polemica nemmeno troppo tacita con Bondi. senza contare che l'ipotesi di un ministro di An a via del Collegio romano non dispiacerebbe ai quadri direttivi e sindacali del ministero. Il motivo spiegano a] ministero è che un ministro di An potrebbe negoziare con meno vincoli e anzi ponendo ccndizioni politiche i pesantissimi tagli previsti per la cultura nel suo complesso. Magari riuscendo a ottenere quei 650 milioni di euro che il ministro Claudio Scajola aveva provato a stanziare traendoli dai fondi per l'emergenza per il ministero. E che il governo ha rifiutato a Bondi. Inducendo il ministro a guardare al triumvirato del Pd] come un'ottima occasione per trarsi da un impaccio.
Un pò di cultura per la Brambilla?
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi potrebbe lasciare il dicastero per diventare triumviro nel direttivo del Popolo delle libertà. La sua uscita potrebbe essere causata dai tagli di 1,5 miliardi di euro previsti per il ministero. La rosa dei candidati a sostituirlo è nota, ma ci sono anche ipotesi di nomi aggiuntivi, come quello di Michela Brambilla, sottosegretaria al turismo. Questa ipotesi potrebbe consentire al premier Berlusconi di accorpare la delega al turismo coi Beni culturali. Tuttavia, ci sono anche controindicazioni, come il rimpastino interno che potrebbe produrre disagi e malumori all'interno del Pdl e di Alleanza nazionale.
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