ROMA Un piano casa finalizzato a realizzare circa cinquemila nuovi alloggi popolari. E una liberalizzazione delle norme sull'edilizia che prevede tra l'altro l'abolizione del permesso di Costruire e la possibilità di ampliare le abitazioni del 20 per cento, o anche del 30-35 nel caso di edifici da abbattere e ricostruire. Si basa su questi due grandi assi la strategia che il governo intende avviare domani, approvando una serie di provvedimehti la cui attuazione concreta toccherà poi anche alle Regioni. Il piano sull'edilizia residenziale eredita la dote di 550 milioni che era stata predisposta dal precedente esecutivo. Lo strumento legislativo è un Dpcm, decreto del presidente del consiglio dei ministri. L'obiettivo è la realizzazione di circa cinquemila case popolari (il numero potrebbe crescere fmo a seimila) da destinare alle fasce sociali pi deboli. Contemporaneamente il governo pensa di dare agli attuali mquilini la possibilità di riscattare a condizioni vantaggiose l'abitazione in cui vivono: in questo modo circa un milione di persone che vivono in case popolari potrebbero diventare proprietari. Sul piano c'è l'accordo degli enti locali. E dovrà passare per le Regioni (c'è già l'accordo di Veneto e Sardegna) anche l'altro grande capitolo dell'intervento, quello che si pone l'obiettivo di dare slancio all'edilizia e attraverso essa all'intera economia. In questo caso ogni Regione dovrà approvare un proprio provvedimento legislativo, di cui il governo ha predisposto uno schema. Saranno inoltre modificati in modo significativo la legge urbanistica del 2001, e il Codice sul paesaggio del 2004. La possibilità di ampliare gli edifici riguarderà sia gli edifici residenziali (fmo al 20 percento di maggiore cubatura) sia gli altri (l'incremento del 20 per cento sarà in termini di superficie coperta). La richiesta dovrà essere presentata ai Comuni entro il 31 dicembre 2010. Per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente si potranno invece demolire e ricostruire gli edifici costruiti prima del 1989. La possibilità di aumentare la cubatura o la superficie coperta, in deroga agli strumenti urbanistici, arriverà al 30 per cento, o al 35 in caso di ricorso, nella costruzione, alla bioediizia o alle energie rinnovabili. Gli ampliamenti dovranno avvenire nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, e non potranno riguardare gli immobili abusivi. Per incentivare questa scelta è prevista la riduzione del 20 per cento del contributo di costruzione: lo sconto salirà al 60 per cento se l'edificio (o l'unità immobiliare) è destinato a prima abitazione. Ma il progetto del governo ha un carattere pi strutturale, con la rimozione di una serie di vincoli nel settore. Sparirà di fatto il permesso costruire (la vecchia licenza edilizia) che sarà sostituito da una certificazione di conformità, asseverata e giurata, presentata dal progettista. Saranno inoltre ampliati il ricorso alla Dia (dichiarazione di inizio lavori), e all'edilizia libera, cioè senza bisogno di alcuna formalità. Saranno poi riviste le sanzioni per ampliare quelle riservate ai casi pil lievi e inasprire invece quelle che scattano in caso di violazioni ambientali o paesaggistiche. In questa linea vanno anche il ricorso al ravvedimento operoso e la possibilità di estinguere i reati ad esempio nel caso in cui la compatibilità ambientale sia accertata a posteriori. Secondo Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, il piano potrebbe mobilitare circa 60 miliardi. Stima che forse è anche prudente, visto che il Cresme stima in 59 miliardi il possibile valore dei s li interventi su villette mono e bifamiliari, in caso4i adesione del 10 per cento dei proprietari. PERMESSO La cubatura (o la superficie coperta in caso di edifici non residenziali) potrà crescere del 20 DI COSThUIRE) Sarsostituito da una da una certificazione di conformità. asseverata e giurata, del progettista AGEVOLAZIONI Sarà possibile la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti costruiti prima del 1989 Il contributo di costruzione sarà ridotto del 20 (del 60 per l'ampliamento dell'abitazione principale).
Il Messaggero
12 Marzo 2009
Casa, meno vincoli per costruire In moto risorse per 60 miliardi
LU
Luca Cifoni
Il Messaggero
Il governo italiano ha approvato un piano per realizzare circa 5.000 nuovi alloggi popolari e liberalizzare le norme sull'edilizia. Il piano prevede l'abolizione del permesso di costruire e la possibilità di ampliare le abitazioni del 20% o del 30-35% nel caso di edifici da abbattere e ricostruire. Il piano è basato su due grandi assi: la realizzazione di nuovi alloggi popolari e la liberalizzazione delle norme sull'edilizia. Il governo ha predisposto un Dpcm per l'attuazione del piano e ha previsto un budget di 550 milioni.
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