ROMA Almeno su perequazione e patto di stabilità Ue le Regioni a statuto speciale saranno trattate come le altre. A prevederlo è un emendamento al Ddl sul federalismo fiscale presentato dai relatoriAntonio Pepe e Antonio Leone. Ma non è l'unica novità che attende il testo, visto che si contano altre 42 proposte di modifica dei relatori, una del Governo, ei pareri favorevoli sulle richieste dell'opposizione. Una batteria divariazioni che non soddisfa del tutto il Pd, ancora cauto su come votare. La novità pi rilevante è l'eliminazione dell'articolo quello che stabiliva come e quando Regioni speciali e Province autonome sarebbero state coinvolte nella riforma e che, tra l'altro, attribuiva (anche per le ordinarie) quote aggiuntive di accise in cambio di nuove funzioni. Al suo posto, spiega Leone, verrà sancito all'articolo i «che le Regioni a Statuto speciale debbano partecipare allaperequazione e agli obblighi comunitari sulla finanza pubblica». Una scelta che non convince del tutto i democratici che, come chiesto in uno dei 6-7 sub-emendamenti presentati in serata, salverebbe in parte l'articolo. Ma, come anticipato il io marzo scorso su questo giornale, i mutamenti per i territori speciali potrebbero non fInire qui dal momento che, previo faccia a faccia tra il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli eigovernat riinteressati, in Aula potrebbero essere nuove norme in tema di compartecipazione. Altri accorgimenti vanno pi nettamente nella direzione tracciata dal Pd. Ad esempio sulla sostituzione, quanto a finanziamento delle funzioni fondamentali, della riserva d'aliquota Irpef (si veda Il Sole 24 ore di ieri) o sui rafforzamento della commissio ne bicamerale che esaminerà decreti legislativi. Qui le novitì sono tre: il presidente sarà nominato dai vertici delle due Camere; il relativo costo sarà carico dei bilanci di fwlontecitorio e Palazzo Madama; se il Governo non si uniforimerà al parere di quest'organisnno dovrà presentare un'apposita relazione. L'indice di gradimento dei democratici è alto anche sul finanziamento a carico della fiscalità generale dei fondi perequativi per gli enti locali (che vorrebbero tuttavia estendere alle Regioni) e sulla previsione esplicita chené la delega, né iDlgs produrranno costi aggiuntivi per la finanza pubblica. Laddove si registrano perplessità sul mancato aggiornamento di patto di convergenza e risorse pluriennali per il Sud e sul non inserimento, tra ilivelliessenziali delle prestazioni, del trasporto pubblico locale (per il quale viene eliminato il riferimento al servizio minimo da assicurare sull'intero Stivale per accedere alla perequazione, ndr) e deibeni culturali. Alcune di queste risposte potrebbero arrivare tra oggi e domani quando le commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio dovrebbero licenziare il Ddl. Per altre, invece, bisognerà aspettare l'inizio della discussione in assemblea, fissata per lunedì i6. Solo in Aula, infatti, il Governo dirà la sua sulla mozione volta a ridare ossigeno ai ai Comuni e sulla road map riguardante numeri e riforme collegate.