È nel nome di Joseph Stella (Muro Lucano 1880 New York 1946), l'artista lucano trapiantato a New York agli inizi del secolo, amico di Boccioni e di Marinetti, che a Matera, nella Biblioteca Scheiwiller e nelle sale del Musma (il Museo della Scultura Contemporanea di Palazzo Pomarici) vengono ricordati i cento anni della nascita del Futurismo con una mostra didattica e un calendario di incontri. L'intera "collezione" dei manifesti futiristi, da quello che dette l'avvio al movimento pubblicato il 20 febbraio 1909 sulla prima pagina de Le Figaro ai tanti altri seguiti negli anni (sulla pittura, la musica, la donna futurista, la scultura, la letteratura, la lussuria, l'arte dei rumori, le parole in libertà, la pittura dei suoni, rumori, odori, il programma politico futurista, il teatro di varietà, lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica, l'architettura futurista, il vestito antineutrale, la ricostruzione futurista dell'universo, ai pittori meridionali, la nuova religione-morale della velocità, la cinematografia futurista, la cucina, ecc.), i più importanti cataloghi delle mostre tenute dagli artisti futuristi tra il 1912 e il 1931 a Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Rotterdam, Roma, Firenze, Napoli, Milano, ecc., le fotografie, ai libri, i giornali e le riviste dell'epoca ( Poesia, Lacerba, Vela Latina, L'Italia Futurista, Cronache d'Attualità, Roma Futurista, Dinamo, Noi, La Fiera Letteraria, Futurismo, La Città Nuova, ecc), sarà al centro della mostra che accoglie anche la donazione al Gabinetto di Grafica del Musma di alcune opere di Arnaldo Ginna, Ivo Pannaggi e Lucio Venna, tre futuristi della prima ora. Non viene dimenticato, in questo contesto, il contributo di artisti e scrittori meridionali quali Francesco Cangiullo, Ricciotto Canudo, Raffaele Carrieri, Franco Casavola, Sebastiano Arturo Luciani, ecc. che da Napoli, da Parigi, dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Sicilia, così come Stella da New York, avendo accettato da Marinetti la violenta rottura su tutte le forme impigrite dalla tradizione, sognano l'avvento di una nuova poesia più adeguata ai tempi della velocità e «delle grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere e dalla sommossa». Naturalmente, trattandosi di un museo della scultura, molto spazio viene dato alle immagini delle opere di Boccioni del quale viene presentata, inoltre, una lettera inedita del 31 agosto 1915.
Mostra documentaria. Il Musma di Matera punta sulle riviste
Il Musma di Matera celebra i cento anni della nascita del Futurismo con una mostra didattica e un calendario di incontri. La mostra presenta la "collezione" dei manifesti futuristi, inclusi quelli pubblicati su Le Figaro nel 1909. Vengono esposte le fotografie, i cataloghi delle mostre, i libri e i giornali dell'epoca. La mostra include anche la donazione di opere di artisti futuristi come Arnaldo Ginna, Ivo Pannaggi e Lucio Venna. Il contributo di artisti e scrittori meridionali come Francesco Cangiullo, Ricciotto Canudo e Raffaele Carrieri viene anche ricordato. La mostra presenta opere di Boccioni, tra cui una lettera inedita del 1915.
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