Se è stata Parigi ad accogliere il primo vagito della più importante avanguardia storica italiana, il futurismo, e se Milano ha rappresentato il centro italiano di irradiazione del movimento, grande è stato il contributo di creatività che lega il mezzogiorno d'Italia al futurismo. Nel centenario del manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909, in molte città del Sud si sono avviate manifestazioni e mostre per ricordare. Il nostro viaggio comincia dalla punta della penisola e precisamente da Reggio Calabria, la città che vanta «il più bel chilometro d'Italia», come Gabriele D'Annunzio definì il lungomare. La " via marina " o lungomare Falcomatà è un ampio balcone, affacciato sulla Sicilia con vista che spazia da Messina all'Etna, ricco di palmizi e di gigantesche magnoli che costituiscono un vero e proprio giardino botanico. Il viale è adornato da palazzi in stile liberty, fra cui spiccano Palazzo Spinelli, Palazzo Zani e l'eclettica Villa Genovese Zerbi, un edificio, caratterizzato da porticati, logge, torrette e un ampio giardino e che è la sede espositiva per l'arte contemporanea. Proprio in questa villa, dopo le tappe di Cagliari e Brescia, da ottobre sarà ospitata la mostra «L'Idrovolante di Marinetti », ma il percorso culturale di celebrazioni ha inizio il 31 marzo con un incontro sulle donne futuriste. Prosegue con eventi che si dipaneranno per tutto l'anno e che spazieranno dalla cucina, alla moda alla danza In primavera sboccerà il «Festival del fiore futurista», mostra di sculture tematiche, con cui si intende sottolineare lo stretto legame di questa terra con uno dei massimi esponenti del movimento, Umberto Boccioni, nato appunto a Reggio. Per un programma di attività che si apre, uno già termina, in un'altra importante città del Sud, Napoli. Qui oggi si chiude il ciclo di serate futuriste, organizzate presso il Museo Hermann Nitsch dalla fondazione Morra. Per un movimento come il futurismo sarebbe stata un'ulteriore provocazione quella di celebrarlo nei musei, dal momento che proprio contro «musei, biblioteche e accademie» si scaglia Marinetti e con lui tutti i firmatari del manifesto di lancio dell'avanguardia letteraria. Il museo Nitsch (info: 081.5641655) non è semplicemente un contenitore delle opere del-l'artista viennese, quanto uno spazio di ricerca della creazione artistica pittore Emilio Notte di Ceglie Messapica, al poeta Vittorio Bodini, nato a Bari, ma cresciuto nel Salento, al musicista Franco Casavola di Modugno e al salentino Domenico Frassaniti, autore del primo studio critico del movimento. E così a Cavallino di Lecce la galleria del Palazzo del duca Sigismondo Castromediano, appassionato di archeologia, ospita, sino al 20 aprile, la mostra «Futurismo nel suo centenario, la continuità » (info: 0832.617224), con 120 opere da Giacomo Balla a Mario Sironi, da Gino Severini a Mino delle Site, da Gerardo Dottori ad Enrico Trampolini sino ad artisti contemporanei, di ispirazione futurista. Altra location, attraversata in questo momento dall'onda marinettiana, è un altro importante palazzo, sede del municipio di Brindisi, che è palazzo Granafei- Nervegna con la mostra internazionale «Collezionare il futurismo» (info 0831.229.648), che raccoglie dipinti, tempere, bozzetti e oggetti firmati, tutti pezzi della collezione privata di Paolo Roberto Salvatori. A Brindisi la mostra resterà aperta sino al 29 marzo e poi partirà alla volta de Il Cairo, Alessandria d'Egitto, Lisbona, Bratislava, Varsavia. A Carosino, sulla scia della continuità, si inaugura il 16 marzo la mostra sul futurismo di Francesco Grisi che resterà aperta sino al 2 aprile. Un'ultima, ma non meno importante tappa pugliese, è a Bari con la mostra organizzata dalla Teca del Mediterraneo (la biblioteca del Consiglio regionale) alla Fiera del Levante (info 800.713.939). In esposizione cento cartoline della collezione Calò Carducci, illustrate fra gli altri da Boccioni e Balla; mentre una sezione dedicata a futurismo e terra di Bari, raccoglie le opere di Oronzo Abbatecola, Franco Casavola e colui che fu il grafico della Fiera del Levante, Silvano Piangiolino. La mostra resterà aperta sino al 28 maggio, ma c'è un edificio a Bari, che, senza essere tout-court futurista, intesse un intenso dialogo in ogni suo particolare con l'estetica futurista. Si tratta del Palazzo dell'Acquedotto Pugliese, progettato da Brunetti e decorato e arredato da Duilio Cambellotti, e ritenuto a ragione uno dei capolavori del Decò italiano. Il fatto è che Cambellotti, pittore, xilografo, progettista di mobili e di tessuti, aveva ssposato una cugina di Umberto Boccioni e con l'ambiente futurista restò in contatto anche dopo la morte del grande pittore reggino nel 1916. L'influenza è visibile in tanti particolari della decorazione, tutta rigorosamente dedicata all'acqua e all'opera ciclopica dell'uomo che la rende disponibile nella Apulia siticulosa di oraziana memoria come spiegano Carmelo e Giuseppe Calò Carducci durante le visite guidate al palazzo (ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12): in particolare nel grande affresco (un panorama di Bari) che campeggia nella sala d'attesa del presidente al primo piamo dell'edificio. Antonella Lippo