Lo scontro Il Tar da ragione al costruttore e la Sovrintendenza archeologica ricorre al Consiglio di Stato A rinfocolare la polemica sulla temuta cementificazione del parco archeologico di Rudiae è stata la recente sentenza del Tar di Lecce, che ha accolto il ricorso presentato dall'imprenditore edile che intende costruire a ridosso dell'area nella quale sono stati trovati importanti reperti romani e messapici. Il piano di lottizzazione «Parco Rudiae» è stato approvato dal Consiglio comunale di Lecce nel 1998. Il progetto, che prevede la realizzazione di cinque corpi di fabbrica per villette a schiera, è stato presentato dall'imprenditore edile Salvatore Bianco che, nella seconda consiliatura guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone, è stato anche assessore allo Sport, per poi candidarsi sindaco, con una propria lista civica, alle amministrative del 2007 contro Paolo Perrone e gli altri aspiranti alla poltrona di Palazzo Carafa. La superficie interessata dalla lottizzazione, che ricade in via San Pietro in Lama, è di circa 32 mila metri quadrati con una cubatura finale di 40 mila metri cubi. Le villette, che si svilupperebbero su un prospetto lungo 180 metri lineari, sarebbero costruite su quattro livelli fuori terra e un doppio seminterrato. Nel 2004, mentre i lavori andavano avanti, dal sottosuolo sono emersi degli antichi reperti. La Soprintendenza ai Beni archeologici di Puglia ha chiesto al costruttore di non edificare nel sottosuolo e al piano terra perché avrebbe potuto danneggiare eventuali altre testimonianze dell'antichità. Nel 2006, l'ufficio si è rivolto ai giudici ammini-strativi che hanno bloccato i lavori. La scorsa settimana, il Tar ha emesso la sentenza che dà ragione a Bianco, ma la Soprintendenza ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato. Il soprintendente, Giuseppe Andreassi, non ha escluso, in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, di poter prevedere un allargamento della zona attualmente sottoposta a vincolo includendo anche quella del Comparto 41 di proprietà del costruttore. Bianco ha replicato dicendo la sua sulla lottizzazione di «Parco Rudiae», accusando la Soprintendenza di aver imposto vincoli con «abuso di potere» e lamentando la perdita di «ingenti risorse impegnate per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria». Per Bianco, è inspiegabile che la Soprintendenza si sia mossa dopo trent'anni di assoluto silenzio, durante i quali è stato anche approvato un Prg che prevede la destinazione edificatoria di quella zona della città. Francesca Mandese
RUDIAE - Una lottizzazione sul sito della città messapica
Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso del costruttore Salvatore Bianco, che intende costruire a ridosso dell'area del parco archeologico di Rudiae. Il piano di lottizzazione, approvato nel 1998, prevede la realizzazione di cinque corpi di fabbrica per villette a schiera. La Soprintendenza archeologica di Puglia ha chiesto al costruttore di non edificare nel sottosuolo e al piano terra per non danneggiare eventuali reperti archeologici. Il costruttore ha iniziato i lavori nel 2004, ma la Soprintendenza ha bloccato i lavori nel 2006.
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