Il retroscena In via informale il ministero dei Beni culturali ieri sera ha smentito la notizia che Sandro Bondi si sarebbe rivolto all'Avvocatura generale dello Stato per avere un parere autorevole sul teatro Petruzzelli, prima di consegnarne le chiavi alla Fondazione; e tanto più è stata smentita la notizia che il suggerimento sarebbe stato quello di procedere con l'esproprio, così come aveva fatto il governo Prodi (dopo di che nell'arco di poco più un anno il teatro è stato ricostruito). «Il ministro non ha mai chiesto nulla, ciò che i giornali hanno scritto si riferisce probabilmente al parere dell'Avvocatura dello Stato distrettuale dato lo scorso anno ad un soggetto diverso dal ministero. Sul tavolo di Bondi non c'è alcun fascicolo relativo al Petruzzelli, il tema non è alla sua attenzione». Stop. Ma dallo stesso ministero, e sempre in via informale, nella mattinata di ieri non si smentiva il merito degli articoli di giornale e cioè che l'Avvocatura generale dello Stato si sarebbe espressa sull'esproprio. Anzi: si ricordava che la Corte costituzionale aveva bocciato la procedura avviata da Prodi, ma solo perché formalizzata con un decreto legge, la cui urgenza era stata ritenuta incongrua; mentre non aveva deliberato sul merito dello stesso esproprio. Cavilli giuridici? Niente affatto, perché nel corso della giornata è cresciuto l'allarme nelle stanze del Collegio romano, perché si è consapevoli - sulla base di autorevoli pareri espressi retrodatante - che l'affare Petruzzelli dal punto di vista giuridico fa acqua da più versanti: quello dell'incongruità del canone d'affitto per un immobile ricostruito con fondi pubblici, da affidarsi - in sovrappiù - ad un soggetto, la Fondazione, assente nel protocollo d'intesa siglato nel 2002, dal momento che ancora non era ancora nata; e quello del merito del protocollo stesso, poiché non cancella il valore giuridico del contratto sottoscritto con la famiglia Messeni Nemagna nel secolo scorso. In sostanza, la paura è che la Corte dei conti possa impugnare l'intera pratica e che si possa arrivare ad un risarcimento danni di 53 milioni. La consegna, a questo punto, è quella di tirare per le lunghe, almeno fino all'8 giugno. Rosanna Lampugnani