L'ex ministro «Spesi troppo tempo e denaro» «Personalmente, da liberale, considero l'esproprio l'ultima misura, lo strumento da usare in casi rari. Noi non abbiamo voluto utilizzarlo. Ma se dopo tutti i tentativi il teatro resta chiuso... E' il caso di finirla con le manfrine». Intervista a Giuliano Urbani, uno dei fondatori di Forza Italia, attuale consigliere di amministrazione della Rai, ma anche ex ministro dei Beni culturali al quale si deve sia il protocollo d'intesa sul Petruzzelli del 2002, tra famiglia Messeni Nemagna e Regione, Provincia e Comune, sia il codice che regolamenta la materia dei beni culturali - e quindi anche il loro esproprio - del 2004. «Si è speso molto denaro e molto tempo - dice l'ex ministro - Si è tentata ogni alternativa, applicando buonsenso ed equità. Credo che ormai l'esproprio sia dovuto». Nel frtattempo Bondi fa sapere che non ha richiesto nessun parere all'Avvocatura dello Stato. Urbani: «Con il mio codice si può espropriare il teatro» L'ex ministro: «Se dopo tutti i tentativi resta chiuso, basta manfrine» «Anche se sono un liberale ritengo che ormai sia un atto dovuto» «Tuteliamo il paesaggio abbattendo gli ecomostri. Tuteliamo i beni culturali, valorizzando un teatro» BARI «Non c'è dubbio che il codice che porta il mio nome si applichi al teatro Petruzzelli. E, sinceramente, pur da liberale, ritengo che ormai l'esproprio del teatro sia dovuto ». La vede così Giuliano Urbani, uno dei fondatori di Forza Italia, attuale consigliere di amministrazione della Rai, ma anche ex ministro dei Beni culturali al quale si deve sia il protocollo d'intesa sul Petruzzelli del 2002, tra famiglia Messeni Nemagna e Regione, Provincia e Comune, sia il codice che regolamenta la materia dei beni culturali - e quindi anche il loro esproprio - del 2004. Anche se, naturalmente, rimette un giudizio di merito a chi ha seguito gli ultimi sviluppi della vicenda. Onorevole Urbani, l'avvocatura dello Stato pare orienti il governo verso l'esproprio del Petruzzelli, come previsto dal codice sui beni culturali che porta il suo nome. Si può fare? «Sicuramente si può fare. L'applicazione, poi, va vista leggendo il parere che non conosco ». Ma perché nel 2002, quando sotto la sua guida nacque il protocollo, accantonaste l'idea dell'esproprio? «Intanto perché non c'era ancora il codice, emanato nel 2004. Ma poi personalmente, da liberale, considero l'esproprio l'ultima misura, lo strumento da usare in casi rari. Noi non abbiamo voluto utilizzarlo. Ma se dopo tutti i tentativi il teatro resta chiuso... E' il caso di finirla con le manfrine ». Ora quindi il Petruzzelli è da espropriare? «Credo proprio di sì. Si è speso molto denaro e molto tempo. Si è tentata ogni alternativa, applicando buonsenso ed equità. Credo che ormai l'esproprio sia dovuto. Anche se, naturalmente, la questione va osservata sotto il profilo giuridico». Lei ha sostenuto anche che l'abbattimento di Punta Perotti fosse legittimo. «Certo. Gli ecomostri vanno abbattuti, non salvati da alcune scorrettezze procedurali, come quelle rilevate dalla corte di giustizia europea». Gli ecomostri vanno abbattuti e i teatri riaperti? «Tuteliamo il paesaggio abbattendo gli ecomostri. Tuteliamo i beni culturali, valorizzando un teatro che non può restare ancora chiuso».