Per valutare il Piano Casa del Pdl occorre uscire dalla politica e ragionare secondo buon senso Per valutare il Piano Casa del Pdl occorre uscire dalla politica e ragionare secondo buon senso. Tra il bisogno di rilanciare l'economia e il rischio di vedersi sommergere dal cemento, il buon senso si fonda sulla cultura: c'è chi vede il mondo sotto l'ottica degli affari e chi lo vede sotto altri valori. In un periodo di crisi come questo, l'ottica prevalente sembra essere la prima. Eppure, dire che si rischia la cementificazione non è un affare circoscritto all'ambientalismo, specie in una realtà già "grigia" come quella italiana. Quando il signor Berlusconi dice che le speculazioni saranno evitate perché tutto sarà conforme ai piani vigenti, sa benissimo che i piani urbanistici sono carenti o inesistenti. Quando si dice che basterà il benestare di un architetto privato al posto della Soprintendenza, significa annullare gli sforzi bipartisan che si stanno compiendo per evitare la deriva totale. La nuova legge non contempla nemmeno il tanto auspicato recupero dell'esistente, incentivando la libera costruzione ex-novo con volumetrie gonfiate come negli anni '60. È più redditizio. Ma allora che non si parli di rispetto dei vincoli ambientali ma solo di occasioni di guadagno, che a quanto pare sembrano giustificare sempre tutto. Quando Bossi si dimostra perplesso perché pensa che le case potrebbero finire agli extracomunitari, beh, poteva anche trovare un'altra motivazione. È evidente che la salvaguardia della sua terra non interessa nemmeno a lui. Almeno, che ci sia una deroga per i territori più pregiati, la si smetta di costruire seconde case per vacanze e si costruiscano solo case popolari. Inoltre, se Berlusconi pensa che aggiungere due o tre stanze possa aiutare i cittadini, non sa che la gente vive negli appartamenti condominiali, non nelle ville circondate da giardini edificabili. Nicola Guarisco - e mail Il ricorso al buonsenso non è mai una rincorsa alla banalità. Si può costruire di più, anche in tema d'edilizia popolare, purché integrando con equilibrio case e verde. E soprattutto facendo uso della buona architettura, non d'una architettura alla buona. Si può difendere un territorio senz'accusare perdite gravi: per esempio quelle di tempo, che hanno impedito per trent'anni di realizzare la Pedemontana Varese-Como-Bergamo a causa d'un ecologismo estremo il cui unico effetto è stato d'incrementare inquinamento e incidenti stradali. Si può usare la fantasia e non smarrire il senso della realtà: ma questo è un metodo che di solito non appartiene ai politici. E neppure agl'italiani in genere, per la verità.
PAESAGGIO. Nuove case: ora la politica avrà buonsenso?
Il Piano Casa del Pdl è stato criticato per il rischio di cementificazione e per la mancanza di un approccio culturale e di buon senso. La legge non contempla il recupero dell'esistente e incentivizza la costruzione ex-novo con volumetrie gonfiate. I politici e gli italiani in genere sembrano concentrarsi sul guadagno e non sulla salvaguardia del territorio. Si può costruire di più integrando case e verde, ma è necessario un approccio equilibrato e non solo una semplice costruzione. La fantasia e l'architettura buona possono aiutare a difendere il territorio senza smarrire il senso della realtà.
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