Affondo di Rallo, che sfratta la Guardia di finanza dalla Casa del fascio in diretta tv Como e la sua periferia? «Sono stati rovinate da architetti che non erano all'altezza». L'assessore all'Urbanistica Roberto Rallo estrae la clava, nell'affrontare un tema a lui caro fin dalle prime uscite ufficiali come esponente della giunta Bruni: lo stato delle periferie. E, ospite ieri sera della trasmissione "Trenta denari" a Etv, si è lanciato in un atto di accusa nei confronti di una «progettazione che non è all'altezza della nostra tradizione», Rallo non ha dubbi: «La nostra città negli ultimi trenta-quarant'anni è stata rovinata dall'architettura. Ed è triste constatare che dall'università e dalle riviste di qualità non emerge un grido di dolore nei confronti di quegli architetti». Tradotto: «Abbiamo poche speranze. Perché la qualità progettuale non si concilia con le esigenze del cittadino di vivere in una città meravigliosa». Secondo il nuovo assessore il brutto è un po' ovunque, nella città capoluogo: «Monte Olimpino, Sagnino, Rebbio, Albate. Quando vediamo questa architettura della periferia ci rendiamo conto che la città è stata imbruttita. E che gli ultimi interventi di grande qualità si abbiamo avuti nel ventennio fascista». Una periferia «senz'anima e senza cultura» secondo Rallo, che non ha mancato di criticare anche la convalle: «Molto bella, ma con esempi non all'altezza». Un esempio? «La parte nuova della sede del Comune. A cui, come voto, darei un 4 meno meno meno». Nel corso della diretta televisiva, poi, il responsabile dell'Urbanistica per Palazzo Cernezzi è intervenuto anche sul futuro della Casa del Fascio di piazza del Popolo: «Oggi - ha detto - dobbiamo notificare lo sfratto alla guardia di finanza, perché non è possibile che quell'edificio sia occupato da un'istituzione importantissima e che dobbiamo ringraziare per come ha conservato il Palazzo, ma che non può occupare quello che per la nostra città è monumento all'arte contemporanea». Avviso di sfratto raccolto dal comandante provinciale delle fiamme gialle, Rodolfo Mecarelli: «La finanza ha preservato Palazzo Terragni, soprattutto negli anni in cui non era vincolato dalla Soprintendenza». Non poteva ovviamente mancare un cenno al futuro della Ticosa, oggetto di un botta e risposta con il presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Cernezzi Mario Lucini, il quale ha detto che «la pratica dell'ex tintostamperia è stata gestita male, anzi: molto male». Roberto Rallo, dal canto suo, ha ammesso che la pratica non è stata gestita al meglio negli ultimi anni: «Dobbiamo recitare un mea culpa generale», affermando che il progetto Ticosa è stato come produrre «un topolino, comunque importante perché finalmente riqualifica un'area che si incontra appena si entra nella convalle».