L'Ue punta alla rivalutazione di dodici tesori del patrimonio culturale L'Ue punta alla rivalutazione di dodici tesori del patrimonio culturale Dagli hammam ai teatri antichi, passando per le città portuali e l'architettura in generale, fino ad arrivare al patrimonio audiovisivo custodito dalla Rai. Questi ed altri tesori della cultura del Mediterraneo sono protagonisti dei dodici progetti che hanno vinto la selezione per la quarta fase di Euromed Heritage, il programma regionale finanziato dall'Unione europea che dal 1998 ha dato fondi ad esperti e istituzioni di tutti i Paesi della regione, per un totale di 57 milioni di euro. Fino ad oggi, il programma Euromed Heritage ha coinvolto quasi 400 partner delle due sponde del Mediterraneo. Obiettivo della nuova fase, che arriva al 2011, è dare maggiori possibilità alle popolazioni del Mediterraneo di riappropriarsi della propria identità culturale, finanziando per tre anni dodici progetti, con un budget complessivo di 13,5 milioni di euro. Ecco allora ai blocchi di partenza il progetto Athena sulla tutela dei teatri antichi, coordinato dal ministero del turismo e delle antichità della Giordania, che vede tra gli istituti partner anche il Dipartimento di rilievo, analisi, disegno dell'ambiente e dell'architettura dell'Università La Sapienza di Roma. Altro vincitore della gara di Euromed Heritage il progetto Hamamed, che punta a riportare l'attenzione su una tradizione culturale comune nel Mediterraneo come quella dell'hammam, il bagno pubblico turco. Non solo l'hammam è parte della memoria collettiva nel mondo arabo islamico, ma rappresenta un'eredità dal punto di vista dell'architettura, ben inserito nei centri urbani, ma che rischia di scomparire. Si occupa della tutela del patrimonio storico delle città portuali del Mediterraneo il progetto Mare Nostrum, capitanato dal Dipartimento di restauro e conservazione beni architettonici dell'Università di Firenze, sulle rotte degli antichi fenici. L'Istituto nazionale dell'audiovisivo francese è invece il capofila di Medmem, che vede come partner anche la Rai e ha come obiettivo la condivisione di materiale audio-video sull'eredità culturale del Mediterraneo, arricchito dal punto di vista degli autori, oltre che di insegnanti e ricercatori dei vari Paesi, per raccogliere oltre 4 mila video su un sito internet in francese, inglese e arabo. Altre iniziative si occupano del valore dell'architettura tradizionale come elemento dell'identita' culturale, ma anche delle conoscenze in materia di gestione delle acque nelle regioni del Mediterraneo, sollevando l'attenzione sull'importanza e utilità della conservazione di questi saperi. Tutto puntato sulla tutela di specificità culturali secolari come la Medina della città di Tangeri in Marocco, e dell'oasi di Siwa in Egitto è poi un altro progetto (denominato appunto Tangeri-Siwa) che, tra le altre cose, cercherà di migliorare la conservazione della lingua berbera Siwi e dell'antica architettura del centro storico.
CAMPANIA - Euromed Heritage: progetti al via
L'Unione europea ha selezionato dodici progetti per la quarta fase del programma Euromed Heritage, finanziato con 57 milioni di euro. I progetti, che coinvolgono partner di 400 istituzioni del Mediterraneo, mirano a riappropriarsi della propria identità culturale. Tra i progetti vengono menzionati: Athena, che tutela i teatri antichi; Hamamed, che riporta l'attenzione sull'hammam; Mare Nostrum, che tutela il patrimonio storico delle città portuali; Medmem, che condivide materiale audio-video sull'eredità culturale del Mediterraneo; e Tangeri-Siwa, che tutela la Medina di Tangeri e l'oasi di Siwa.
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