Il varo del ddl governativo previsto per domani potrebbe slittare. Via i permessi e ravvedimento operoso Le regioni potranno ampliare il volume e ricostruire Sconti fiscali e sanzioni più dure ROMA - Stretta sulle sanzioni, certificazione giurata del progettista invece del permesso di costruire, meno burocrazia e tempi più stretti: ecco i punti chiave del piano per ledilizia a cui sta lavorando il governo, la "legge quadro" che domani dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri. Anche se è possibile che il via libera slitti di qualche giorno per mettere a punto i dettagli del pacchetto e sciogliere le riserve dellalleato leghista. Ieri Bossi ha espresso ancora dubbi sul provvedimento per quanto riguarda il nodo immigrati e la tutela del territorio: «Vogliamo vedere bene cosa ha in mente Berlusconi», ha detto. Ma la "rivoluzione" per sostenere ledilizia va avanti, e si muove su due livelli. Mentre i tecnici del governo lavorano alla legge quadro, parallelamente, il tema è allordine del giorno anche alla conferenza Stato-Regioni: oggi alle Regioni sarà proposta una bozza di ddl simile a quella discussa da Berlusconi e Galan e approvata dalla giunta regionale del Veneto. Ogni Regione potrà decidere se farla sua. Il consenso della Sardegna cè, la Lombardia ha annunciato un intervento a breve. «È una bella idea che può mettere in moto lindotto», ha chiarito Formigoni. L "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per promuovere lutilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili" prevede che le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto del 20 del volume. I Comuni potranno scegliere di ridurre il "contributo di costruzione", previsto per lampliamento, del 20. Se si tratta di prima casa invece lo "sconto" può arrivare al 60. Prevista la possibilità di realizzare un ampliamento separato dal fabbricato, e fissata una scadenza (fine 2010) per presentare la richiesta di modifica. Cè la cosiddetta "rottamazione" per palazzi vecchi: gli edifici pre-1989, non soggetti a forme di tutela, possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento del volume del 30, fino al 35 se si usano tecniche di bioedilizia. Se si costruisce su unarea diversa da «quella occupata dal fabbricato demolito - si legge nella bozza - dovrà essere gravata da un vincolo di inedificabilità o ceduta allamministrazione comunale per essere adibita a verde pubblico o a servizi». Fissati paletti rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici, e il divieto di ampliare immobili abusivi. Punta a semplificare le procedure e a tagliare i tempi la "legge quadro" del governo che dovrebbe modificare il testo unico delledilizia e il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Tra le novità: confermata labolizione del permesso di costruire, sostituita con una certificazione di conformità giurata del progettista e la creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. Per evitare che le norme si trasformino in un condono sanzioni più severe per chi interviene sui beni vincolati. È allo studio anche il "ravvedimento operoso": per i casi meno gravi potrebbe essere immaginata lestinzione per lillecito e la possibilità che accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Infine il piano vuole semplificare le procedure per il rilascio dellautorizzazione paesaggistica.