Sconto sugli oneri ai Comuni e silenzio-assenso ai progetti Esclusi gli edifici terminati dopo il 31 dicembre 2008 Ampliamento anche in Lombardia degli edifici residenziali esistenti fino al 20 per cento del volume in deroga ai piani regolatori comunali, ma nel rispetto del fabbricato esistente. Stesso limite, ma della superficie coperta, se gli edifici sono adibiti ad uso diverso. Nel caso di edifici demoliti e poi ricostruiti la volumetria potrà aumentare fino al 30 per cento. Al 35 se il nuovo edificio sarà costruito con tecniche di bioedilizia o che prevedono il ricorso alle energie rinnovabili. Sconto sugli oneri di urbanizzazione del 20 per cento, con la possibilità di salire fino al 60 per cento se si tratta della prima casa del richiedente o di parenti. Con queste norme anche la Lombardia, dopo il Veneto, si appresta a ridisegnare il suo skyline e dettare nuove regole ai Comuni in materia di urbanistica, recependo le linee guida del piano-casa che domani Silvio Berlusconi varerà nel Consiglio dei ministri. «Interverremo in tempi stretti - ha anticipato ieri il governatore Roberto Formigoni - Attendiamo che il governo vari le linee di indirizzo e poi faremo la legge. E una bella idea che può mettere in moto lindotto. Di certo non parlerei di cementificazione perché gli interventi saranno calibrati sul territorio». I tecnici del Pirellone sono già allertati. Saranno anche più rapidi i tempi nellautorizzazione del progetto, sostituendo la procedura del silenzio-rifiuto con quella del silenzio-assenso, se la bocciatura non arriva entro 60 giorni dalla richiesta di inizio lavori. Le domande, però, dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2010 e non potranno riguardare i fabbricati ultimati dopo il 31 dicembre 2008. Per evitare leffetto di una sorta di condono preventivo. Inoltre, tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto delle norme sulle distanze e di quelle poste a tutela dei beni culturali e paesaggistici. E i Comuni dovranno aggiornare lelenco degli ampliamenti autorizzati. Ieri Palazzo Chigi ha anticipato una bozza del testo alle Regioni. Il titolo è alquanto esplicativo: «Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per promuovere lutilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili». E già oggi Formigoni dovrebbe iniziare a discutere le linee guida con i suoi. Nel primo articolo si precisa che «la Regione promuove misure per il sostegno edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa, per preservare, mantenere, ricostruire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente». Lassessore regionale allUrbanistica Davide Boni su Milano mette le mani avanti: «Lelemento importante da un punto di vista urbanistico è che questi interventi di riqualificazione devono essere in linea con la nostra identità territoriale e storica, senza alterare lo skyline esistente ed evitando il rischio di incrementare in modo eccessivo la popolazione nel capoluogo lombardo, mettendo a rischio il paesaggio».
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Il governo varerà un piano-casa che prevede sconti sugli oneri ai Comuni e silenzio-assenso ai progetti. Gli edifici terminati dopo il 31 dicembre 2008 sono esclusi. L'ampliamento degli edifici residenziali esistenti fino al 20% del volume in deroga ai piani regolatori comunali, ma nel rispetto del fabbricato esistente. Il limite è del 35% se il nuovo edificio sarà costruito con tecniche di bioedilizia o che prevedono il ricorso alle energie rinnovabili. Sconti sugli oneri di urbanizzazione del 20% con la possibilità di salire fino al 60% se si tratta della prima casa del richiedente o di parenti.
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