Secondo il critico del "New Yorker" limmagine del 47 è la più felice del grande ritrattista Un volume di Claudio Paterna e Salvatore Lo Pinzino sullartigianato nellEnnese QUELLA FOTO SCATTATA A NOTO CHE SEGNÒ LA STRADA DI AVEDON vecchi mestieri in crisi nella terra di demetra Il reportage sulle catacombe dei Cappuccini è quello più famoso del repertorio siciliano Le mummie furono accostate a volti di assassini americani Ferro, rame, cuoio, pietra, vetro, legno, fibre vegetali, cera, argilla: per ottenere manufatti artistici e prodotti di alta qualità i siciliani si sono industriati a elaborare tutto ciò che era presente nellambiente circostante: una grande piramide di materie prime in cui nulla è stato trascurato, dal vertice dei metalli preziosi fino ai cibi base: pane e pasta, alloccorrenza anchessi usati per decorazioni, per implorare una grazia, per comunicare un messaggio. Grazie a una sovvenzione dellassessorato regionale ai Beni culturali e della sovrintendenza di Enna, ha recentemente visto la luce il volume "Le attività artigiane tradizionali nella terra di Demetra" con testi di Claudio Paterna e schede etnoantropologiche di Salvatore Lo Pinzino, un reportage su molte di queste straordinarie abilità manuali oggi purtroppo in via di estinzione. In questa Sicilia, affascinata dal brillio di tutto ciò che è moderno, molti visitatori stranieri non cercano solo paccottiglia e souvenir, ma oggetti di pregio; cè perfino un siculo americano che, per ognuno dei suoi nipoti, ha commissionato un carretto al pittore Giuseppe Ducato di Bagheria. Guardando la lunga serie di carretti in lavorazione, Ducato commenta: «I miei clienti devono accendere tutti un lumino alla Madonna, affinché io campi a sufficienza da finirli». Tanti altri artigiani sono già scesi nella tomba senza eredi per la loro arte, o continuano a lavorare in solitudine. Per rimanere nellambito del carretto, non cè più nessuno in grado di produrre gli elaborati rabischi in ferro battuto. Un grido dallarme raccolto anche dallUnesco che nel 2001 ha dichiarato i pupi siciliani Patrimonio Immateriale dellUmanità. Purtroppo, con gli artigiani del carretto, in Sicilia si sono anche quasi del tutto estinti anche gli incisori, gli scalpellini, i cestai, e così via. Resiste a Trapani qualche corallaro, a Partinico qualche bottaio, a Palermo qualche puparo, e a Isola delle Femmine, proprio a due passi da casa nostra, si perpetua la tradizione del filet, che le donne ricamano con lo stesso strumento (detto modàno) e lo stesso movimento della mano con il quale i loro mariti riparano le reti da pesca. Allingresso di Mirabella Imbaccari, tutta sperduta nel latifondo siciliano, cè un cartello che ci avverte che stiamo entrando nella "Città del tombolo". A Piana degli Albanesi cè ancora un orafo (forse unico in Sicilia) in grado di riprodurre i modelli degli splendidi antichi gioielli siciliani. Il volume di Paterna dopo unattenta disamina delle principali attività artigianali nella provincia di Enna, si conclude con lauspicio per la creazione di futuri musei-laboratorio come strategia di sviluppo locale, luoghi che possano perpetuare questi straordinari saperi.