Ernani: "Ho rassegnato le mie dimissioni al cda" «Il mio contratto scade nel 2010 ma il mio mandato, al momento, è stato rimesso nelle mani del consiglio di amministrazione»: con queste parole ufficiali, nelloccasione della pubblica presentazione dellIfigenia in Aulide con la direzione di Riccardo Muti, il soprintendente Francesco Ernani ha sintetizzato lultima "tappa" del feuilleton sul Teatro di cui è alla guida dal 1999. Sovrintendente, può darci qualche cifra? «Il preconsuntivo del 2008 presenta un deficit di 4 milioni e 500 mila euro. Un dislivello che contiamo di ripianare con la gestione positiva delle nostre risorse e con il contributo straordinario di 3 milioni e mezzo che dovrebbe arrivare dal governo. Il problema grave è il taglio del Fus per il 2009, che è di oltre 8 milioni». Che tipo di provvedimenti pensate di prendere? «Per una buona riduzione di spesa saremo costretti a eliminare o rinviare alcune attività collaterali previste al Teatro Nazionale. Al tempo stesso è necessario un migliore impiego delle professionalità. E poi aprire a soci privati». Vi confrontate con altri enti lirici? «Anche La Scala ha un bilancio in itinere e ci sono stati dei contatti. LIphigénie, per esempio, è il frutto di una collaborazione con la fondazione scaligera ed è un esempio di come sia possibile unire le risorse in situazioni difficili». Il suo mandato è ancora nel cassetto? «Non sono mai stato legato alle poltrone. Sono allOpera da dieci anni e ho sempre lavorato con senso di responsabilità. Detto questo, ribadisco che ho dato la mia disponibilità al Presidente, nel caso di un ricambio anticipato, affinché si possa agevolare al meglio e con rapidità il lavoro di riassetto». Una crisi da ricondurre a quella più generale della cultura? «Domenica scorsa a Porta Portese ho trovato un libro, Piazza delle belle arti, datato 1959. Sembra scritto oggi, stessa situazione. Giulio Ricordi diceva che il teatro lirico è nato sotto processo».
"Opera, dopo il taglio di 8 milioni risparmi e apertura a soci privati"
Il soprintendente del Teatro Nazionale, Francesco Ernani, ha rassegnato le sue dimissioni al consiglio di amministrazione. Il suo contratto scade nel 2010, ma il suo mandato è stato rimesso nelle mani del consiglio. Il Teatro Nazionale ha un deficit di 4,5 milioni di euro nel 2008 e si aspetta di ripianare con il contributo straordinario del governo. Il problema grave è il taglio del budget per il 2009, che è di oltre 8 milioni. Ernani ha detto che per ridurre le spese sarà necessario eliminare o rinviare alcune attività collaterali e migliorare l'impiego delle professionalità. Ha anche detto che il Teatro Nazionale potrebbe aprire a soci privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo