Augusta dice NO al mega-inceneritore. Lo striscione del comitato cittadino che si oppone alla realizzazione dell'opera destinata allo smaltimento dei rifiuti di mezza Sicilia orientale è più che eloquente. E non si tratta di una battaglia di pochi, sparuti ambientalisti, ma di una protesta di massa: più di diecimila persone hanno già firmato contro l'inceneritore, cinquemila sono scesi in piazza lo scorso 13 marzo proprio dietro quello striscione, poi, il primo aprile, sono andati a ribadire il proprio no davanti alla prefettura di Siracusa e il 3 il lungo corteo, sempre più folto, è tornato a sfilare per le vie di Augusta. Grosso centro della costa sud-orientale dell'isola, Augusta è un importante porto industriale, al servizio del polo chimico che condivide con le vicine Priolo e Melilli. Fondata dall'imperatore rimano Augusto, ha nel suo territorio il sito archeologico di Megara Iblea, cioè i resti del primo insediamento greco in Sicilia, nel 727 a. C. Ed è proprio a ridosso degli scavi che dovrebbe essere costruito l'inceneritore. Gli oppositori non contestano solo l'ubicazione, "che minaccia il nostro sito archeologico", scrivono in un articolato documento, ma anche l'inceneritore in sé, che inquina (libera diossina nell'aria) e i cui costi pesano sulle finanze dei cittadini. Ma non è solo protesta, è anche proposta. Il comitato cittadino, infatti, suggerisce "le alternative possibili all'incenerimento, economicamente convenienti ed ecocompatibili". Al primo punto c'è la riduzione della produzione di rifiuti, nonché la raccolta differenziata e il riciclo. La proposta emerge dall'analisi della composizione dei rifiuti. Secondo uno studio del Cnr, tra il 1979 e il 1990, in Sicilia è cambiata notevolmente la composizione del contenuto del sacchetto di spazzatura degli abitanti dell'isola: mentre nel 1979 quasi metà dei rifiuti erano organici (47,9 per cento) nel '90 si è scesi a meno di un terzo (29, 8), mentre sono aumentati i materiali cellulosici (dal 20, 4 al 31, 8 per cento), plastici (dall'8. 3 al 12, 9), metallici (dal 2, 2 al 4, 7) e inerti (dall'8, 9 al 10, 3). "Quasi tutti sono riciclabili", rileva il comitato, che sottolinea come "la raccolta differenziata, effettuata a casa dallo stesso cittadino, permette di ridurre tra il 50 e il 70 per cento la quantità di rifiuti da avviare allo smaltimento". Inoltre comparando i dati con e senza raccolta differenziata e prendendo in esame i cinque inceneritori previsti dal piano regionale emerge che la scelta ambientalista paga, in termini di occupazione (7000 posti di lavoro contro 800) e in termini economici (un risparmio di 716 milioni di euro). E conviene anche al singolo cittadino, che con la raccolta differenziata si ritrova a spendere un centesimo ogni chilogrammo, mentre con l'invio all'inceneritore la cifra sale a otto centesimi. Per ampliare la propria battaglia, il comitato ha anche realizzato un sito web (www.augustaonline.itforum) che è uno spazio informativo e di dibattito.