Via alla rassegna di archeologia Le ceramiche graffite illustrate al convegno di Venezia da due esperti della Soprintendenza Sbarcano in laguna i tesori restituiti dall'Adige ad Albaredo. Oggi alle 16 Laura Angiani e Francesco Cozza della Soprintendenza ai beni archeologici interverranno a Venezia alla rassegna biennale di archeologia della fondazione scientifica «Querini Stampalia» per illustrare la ricchezza delle ceramiche graffite rinvenute tra le sabbie del fiume Adige ad Albaredo nell'ultimo ventennio. Le stesse ceramiche per cui l'associazione culturale «Adige nostro» sta chiedendo da anni all'amministrazione comunale un museo. Angiani e Cozza forniranno indicazioni sulla tipologia dei reperti albaretani, sulla datazione, sul processo produttivo e sul contesto socio-economico del tempo. I pezzi rinvenuti dai ricercatori di «Adige nostro» e catalogati sono oltre un migliaio e vanno dal tardo medioevo all'età contemporanea. All'epoca la ricchezza principale del paese era il commercio fluviale; proprio per questo sul fondo del fiume sono depositate così tante testimonianze della vivacità di scambi fra l'entroterra e la Repubblica di Venezia. Fra queste un contenitore a forma di lanterna del Settecento che veniva inserito nelle murature delle torri colombare per allevare i piccoli di piccione e un fischietto ad acqua di fine Ottocento usato per richiami di uccelli. Lo studio albaretano sarà pubblicato nel primo numero di «Corpus» che si occuperà di manufatti medievali e moderni provenienti dai siti umidi del Veneto. P.B.
ALBAREDO.I tesori dell'Adige sbarcano in laguna
Due esperti della Soprintendenza Sbarcano in laguna, Laura Angiani e Francesco Cozza, si incontreranno a Venezia per illustrare le ceramiche graffite rinvenute tra le sabbie del fiume Adige ad Albaredo. Le ceramiche, oltre 1.300, vanno dal tardo medioevo all'età contemporanea e includono pezzi come un contenitore a forma di lanterna del Settecento e un fischietto ad acqua di fine Ottocento. L'associazione culturale Adige nostro ha richiesto per anni un museo per questi reperti. Lo studio sulle ceramiche albaretane sarà pubblicato nel primo numero di Corpus, che si occupa di manufatti medievali e moderni provenienti dai siti umidi del Veneto.
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