Assessore e direttore lavori replicano a polemiche e preoccupazioni dopo l'abbattimento di villa But Montagna: «Nessun abuso, e non erano neanche siti oggetto di tutela» Roveda: «Si rimedia a un degrado. La frana non c'entra con lo scavo» «Nelle polemiche seguite all'abbattimento di Villa But non so, francamente, se prevalgano questioni personali o ignoranza: l'unica cosa veramente sorprendente e fuori dalla norma, in questa vicenda, è l'abissale ignoranza di chi ritiene il progetto non in regola perché privo del benestare della Giunta e del Consiglio comunali. Il benestare della Giunta c'è e quello del Consiglio non è richiesto. Chi amministra una circoscrizione dovrebbe avere quel minimo di cultura amministrativa che gli permette di distinguere quando un atto, come in questo caso, deve essere approvato solo dalla Commissione edilizia integrata». Questo il commento dell'assessore all'edilizia privata, Alessandro Montagna, alle dichiarazioni apparse sulla vicenda dell'abbatimento di una villa di inizio Novecento - villa But - al Cesiolo, la collina sopra Borgo Trento, per far posto alla costruzione di una palazzina. E c'è anche la frecciata polemica al collega di Forza Italia Alberto Bozza, presidente della seconda circoscrizione il cui consiglio affronterà domani la questione Cesiolo. «Non c'è nessun abuso edilizio», continua Montagna, «il progetto è stato valutato una prima volta l'1 aprile 2008 dalla Cei che, dopo un sopralluogo, ha sospeso il progetto originario e solo una nuova soluzione progettuale, che teneva conto delle osservazioni della Cei stessa, è stata successivamente approvata. Quanto al parere negativo per motivazioni ambientali espresso dalla seconda circoscrizione, dal valore solo consultivo, è stato superato dalla competenza in ordine ambientale della Cei integrata da due esperti in materia di bellezze naturali e l'autorizzazione paesaggistica prevista per legge è stata avallata dalla Sovrintendenza». «Quanto al pregio architettonico di villa But», continua Montagna, «francamente non l'ho visto e, non a caso, l'edificio non era inserito tra quelli di valore e appartenenti al periodo liberty e non è nemmeno vero che quell'area fosse sottoposta a vincolo idrogeologico e forestale, anche se il progetto è accompagnato da una relazione geologica e geotecnica che ne attesta la fattibilità». I residenti hanno anche evidenziato lo smottamento della collina con episodi franosi, preoccupati nel caso fossero riconducibili all'intervento edilizio. «Quanto a questi inconvenienti (cioè lo sbancamento interno al cantiere)», dice Montagna, «era richiesto dalla relazione del geologo per mettere in sicurezza il cantiere stesso e tutelare l'incolumità dei lavoratori: la società costruttrice si è impegnata con l'amministrazione comunale a ripristinare a sue spese il manto stradale manomesso dai lavori». SuA seguito del grande spazio dedicato dal Suo Giornale al cantiere sito in Via Coni Zugna in zona Cesiolo, si ritiene utile e opportuno fornire alcuni dati, all'evidenza non conosciuti, onde evitare che vengano pubblicate ulteriori imprecisioni e notizie non corrispondenti alla situazione di fatto. Sul cantiere del Cesiolo intreviene anche l'architetto Riccardo Roveda, direttore dei lavori. «Il progetto in fase di realizzazione, che ha generato qualche preoccupazione, si è reso necessario al fine di apportare, anche su richiesta di alcuni residenti della zona, una riqualificazione ambientale di un'area che era ormai degradata sotto il profilo urbanistico, riguardante un edificio fatiscente e privo di decoro architettonico, ma anche sotto un profilo sociale e di sicurezza pubblica, in quanto lo stabile era da tempo ricovero occasionale di persone non identificate». «I lavori necessari per la realizzazione di tale intervento hanno ottenuto dagli uffici e dagli enti competenti», continua Roveda, «ogni tipo di autorizzazione funzionale all'apertura del cantiere e nello specifico sono stati concessi: parere favorevole del CdR Mobilità e Traffico del Comune, parere favorevole e autorizzazione paesistico-ambientale, parere favorevole della commissione edilizia. Il cantiere, inoltre, a maggior garanzia di coloro che lavorano nello stesso e della staticità dell'area interessata dall'opera, è oggetto di un continuo controllo geologico e geotecnico». Quanto alla frana, spiega Roveda, «essa non ha interessato il cantiere da me diretto, e non ha alcuna correlazione con lo stesso, essendosi verificata in altra proprietà, neppure confinante, e in tempi antecedenti a qualsiasi intervento di scavo. Infine, anche per la serenità dei residenti, si assicura che il transito dei mezzi di lavoro diretti al cantiere ha ottenuto le autorizzazioni ed è regolato da personale a terra per creare il minor disagio possibile».
BORGO TRENTO. Ci sono tutti i permessi per il cantiere al Cesiolo
L'assessore all'edilizia privata Alessandro Montagna ha risposto alle polemiche e alle preoccupazioni relative all'abbattimento di Villa But a Cesiolo, in provincia di Trento. Montagna ha affermato che non c'è stato abuso edilizio e che il progetto è stato valutato dalla Commissione Edilizia Integrata (Cei) e approvato. Ha anche negato che il progetto non avesse il benestare della Giunta e del Consiglio comunale, nonostante ciò sia richiesto per alcuni progetti. Montagna ha anche criticato il collega Alberto Bozza, presidente della seconda circoscrizione, per aver espresso un parere negativo per motivazioni ambientali.
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