Spediti al Comune i plichi sul Pat come prevede la legge. Massima attenzione su Mamaor e Monte Vento Inviate 15 osservazioni sull'assetto dell'area Partiti e associazioni d'accordo sulla loro tutela Una crescita edilizia armonica, la creazione di un corridoio ecologico tra le colline moreniche ed il Mincio (con in particolare la tutela delle zone militari dismesse di Monte Mamaor e Monte Vento), ma anche l'attenzione alla viabilità e al recupero delle cave. Questo è contenuto nella quindicina di osservazioni che sono arrivate al Comune di Valeggio sul documento preliminare al Pat (Piano d'assetto del territorio). Buona parte di esse individuano come area cruciale per lo sviluppo turistico del paese quella delle colline moreniche e si concentrano sulla necessità di tutelare gli ex forti di Monte Vento e Monte Mamaor. Per il gruppo consiliare di minoranza "Un progetto con Martina Marconi per Valeggio" i siti di Monte Vento e Monte Mamaor potrebbero diventare parte integrante del Parco del Mincio, con l'abbattimento dell'80 per cento del volume abitativo presente all'interno ed il privilegiare le colture non intensive. Gli stessi sottolineano che il valore naturalistico di queste aree è stato riconosciuto anche dal Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale). Su questo aspetto si diffondono anche le osservazioni dell'Udc che sottolineano come si sia creata nella cittadinanza la giusta aspettativa di poter usufruire di un polmone verde che però non viene tutelato nel documento preliminare al Pat perché «non vi è inserito nessun vincolo a tutela della zona, anzi si vede la possibilità di costruire, tra l'altro, alberghi, ristoranti e seconde case». Per questo l'Udc chiede che si stabiliscano dei corridoi ecologici coi territori circostanti (che già stanno lavorando per la costituzione di nuovi parchi), che si vincoli la zona a parco urbano, scelta meno impegnativa del vincolo naturalistico e che non crea un nuovo ente, e che si pensi a realizzare un campus universitario, con una sede staccata di Scienze dell'alimentazione. Per il gruppo etico territoriale "El Morar" che, assieme ad una ventina di associazioni di volontariato, ha lanciato una raccolta di firme per salvare i forti è necessario «approfondire gli studi per individuare zone specifiche di elevato pregio (biotopi)», collegandole alle zone circostanti, favorendo la fruibilità della zona e limitando il volume edilizio esistente, da recuperare con criteri di bioedilizia. Il Wwf del villafranchese, che invita a tutelare le aree boscate e quelle poste all'interno dell'ansa del fiume Tione (in particolare quelle del Monte Cornone a Nord Est di Santa Lucia dei Monti), segnala come riduttiva e fuorviante la frase del documento preliminare in cui si dice che l'area è «vocata alla coltivazione specializzata della vite», mentre va aperta «al turismo naturalistico, culturale ed enogastronomico, nonché alle attività connesse con le pratiche sportive a basso impatto ambientale (passeggiate, podismo, bicicletta, equitazione, ecc.)». Molti gli inviti a puntare verso uno sviluppo sostenibile, a realizzare piste ciclabili e a recuperare la zona cave, oltre che a valutare attentamente i problemi viabilistici, con il Comune di Villafranca che chiede sia inserita nel Pat l'autostrada Tirreno Brennero, oltre alla zona delle discariche di Ca' Baldassarre e Ca' Balestra. Da parte dell'Associazione Forneletti Impegno e Solidarietà infine la sottolineatura dell'impatto che avrà nella vallata del Mincio il nuovo ponte che è previsto tra Borghetto e Monzambano e che «rappresenterà un danno irreversibile per il patrimonio ambientale e paesaggistico».
VALEGGIO. Nel piano del territorio colline senza cemento
Il Comune di Valeggio ha ricevuto 15 osservazioni sul documento preliminare al Piano d'assetto del territorio (Pat). Le osservazioni sono state inviate da partiti, associazioni e gruppi consiliari. Le principali richieste sono la tutela degli ex forti di Monte Vento e Monte Mamaor, la creazione di corridoi ecologici tra le colline moreniche e il Mincio, e la riduzione del volume abitativo esistente. Alcuni gruppi consiliari chiedono l'abbattimento dell'80% del volume abitativo presente all'interno degli ex forti. L'Udc chiede la creazione di corridoi ecologici e la vincolazione della zona a parco urbano.
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