Condotte idriche posate senza le necessarie autorizzazioni su una strada romana dell'antica Teanum Sidicinum, la Soprintendenza invita il Comune di Teano ad individuare e segnalare i colpevoli alle autorità giudiziarie. La richiesta è arrivata sul tavolo del sindaco Raffaele Picierno direttamente dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania e dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Caserta e Benevento. La strada, già assurta agli onori della cronaca grazie a precedenti segnalazioni di altre azioni di vandalismo e presunte opere abusive, costituisce un fondamentale riferimento cartografico per gli snodi viari archeologici è oggetto di opere edili di recupero (ma il cantiere è fermo da tempo) ed è dettagliatamente riportata nelle carte dell'Istituto geografico militare. Non a caso la Soprintendenza sottolinea accuratamente l'interesse rivestito dalla via Molara «corrispondente - si legge nel documento firmato dal soprintendente Mario Pagano - ad un'antica strada basolata facente parte della rete viaria della Teano antica». Se ne deduce chiaramente che i referenti dell'ente di tutela e gestione del patrimonio storico, a partire dall'ufficio archeologico di Teano, abbiano constatato direttamente che i lavori di scavo per la messa in opera delle tubazioni idriche hanno danneggiato gli strati di preparazione dell'antica massicciata. Proprio per questo adombrano l'ipotesi, in verità molto concreta, che proprio a causa di una esecuzione non a regola d'arte dei lavori, tali opere abbiano interferito con il sistema di smaltimento delle acque meteoriche provocando un ruscellamento che ha creato ulteriori danni alla struttura antica. Da ciò, l'invito diretto all'ente sidicino a «valutare le azioni del caso contro i proprietari che hanno eseguito i lavori e in ogni caso, a diffidare dall'esecuzione di ogni e qualsiasi ulteriore opera in assenza di autorizzazione». Il fatto è che, per puro paradosso e in virtù del vecchio regolamento idrico comunale, le opere in parole, eseguite dai privati, sicuramente sono state per tempo debito denunciata presso l'ufficio tecnico comunale assieme al piazzamento e all'attivazione dei contatori idrici con le relative matricole, per la necessaria operazione di sigillatura e per le successive periodiche letture.