Il binomio cultura-turismo quale opportunità per uscire dalla crisi. E ciò partendo dalla valorizzazione del nostro immenso patrimonio, da una logica d'impresa applicata agli stessi beni culturali e dal superamento dei troppi centri decisionali per tutto. ci che riguarda le politiche del turismo. La terza tappa del roadshow di Confcommercio si è fermata ieri a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per fare il punto su quello che le piccole e medie imprese so no disposte a scommettere per rilanciare le loro attività e con esse il territorio. Ne hanno discusso il presidente di Confcomniercio Carlo Sangalli e il vicepresidente vicario Bernab Bocca, insieme a Mario Resca, consigliere del ministero per i Beni Culturali in rappresentanza del ministro Sandro Bondi, al senatore Francesco Rutelli, alla sovrintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini è con l'assessore allo sviluppo economico di Firenze Silvano Gori a fare gli onori di casa. A moderare il dibattito, il direttore de La Nazione Giuseppe Mascambruno, che ha sottolineato la capacità delle piccole imprese cli essere sempre e comunque pronte ad accettare la sfida per un nuovo patto di rilancio economico. Un dinamismo dimostrato dagli stessi dati presentati dalla ricerca di Confcommercio, secondo i quali il 45,3 delle imprese ha sostenuto un evento culturale o ha investito in cultura. Ma serve di più, molto di più per la promozione del nostro patrimonio. Una strada potrebbe essere quella indicata da Resca che ha annunciato contatti in corso con Abu Dhabi, Dubai e il Qatar, per realizzare anche con gli Uffizi una sorta di trasferta lunga di opere d'arte, come sta facendo Louvre proprio ad Abu Dhabi: del resto, già la missione delgovernatore Martini nel Golfo aveva anche questo scopo. «E'in programma una mia visita a partire dal Qatar entro i prossimi dieci giorni ha detto il consigliere del ministro Bondi. La Francia si è già mossa con il Louvre, anche gli inglesi sono in giro per il mondo per valorizzare la propria cultura. Del resto tutti i musei sono a caccia di fondi anche se il turismo culturale continua a crescere, nonostante in Italia nel 2008 sia stato un po' in calo». L'obiettivo è fare dei nostri capolavori artistici ambasciatori capaci di stimolare l'attrazione turistica; Fino a creare un vero e propri brand Museo Italia , ha detto Bernabò Bocca: «Negli Stati Uniti aggiunge il patrimonio culturale rende sette volte quello italiano, con la consapevolezza che da noi ogni euro investito in cultura ne rende quattro all'indotto. Servono per strategie unitarie e provvedimenti affinché anche in Italia chi investe in cultura abbia almeno il vantaggio della defiscalizzazione». Questioni su cui lavorare, dunque, per le quali si torna a chiedere, come ha fatto Sangalli, di creare a Firenze la «Davos della cultura», dove discutere di conservazione ma anche di utilizzo del patrimonio storico culturale. Senza per questo dimenticare il le- game con il contemporaneo, ha aggiunto Francesco Rutelli, da cui pu arrivare un fondamentale contributo delle nostre produzio- ni creative, dalla moda al design. «Ma prima di tutto ha continuato l'ex ministro dobbiamo superare la frammentazione decisionale in materia turistica. soprattutto ora che si fa sempre pi forte la concorrenza dei paesi vicini, dalla Spagna alla Turchia». E infine ha messo in guardia dai tagli alla cultura che arrivano dal governo è che a breve potrebbero mettere in crisi anche i grandi musei, «compresi gli Uffizi, che avranno difficoltà a tenere le sale aperte proprio nel momento in cui arrivano i turisti che chiedono servizi migliori».