Un parere dell'Avvocatura di Stato A bloccare la riapertura del Petruzzelli sarebbe un parere dell'avvocatura generale dello Stato: è necessario l'esproprio per evitare di finire nel mirino della magistratura contabile. Secondo insistenti indiscrezioni, l'avvocato dello Stato, al quale il ministro Bondi ha chiesto un parere per preparare la consegna del teatro alla fondazione, avrebbe risposto che il protocollo d'intesa del 2002, mai firmato dalla fondazione, sarebbe uno strumento giuridicamente fragile per restituire ai Messeni Nemagna, un teatro ricostruito con 53 milioni pubblici, senza incorrere nella magistratura contabile. E della necessaria integrazione di quell'atto, nessuno ora si assumerebbe la responsabilità. Amenduni: «Pronti a chiedere i danni». Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2009-03-10 num: - pag: 6 Il teatro dei baresi Il parere dei legali dello Stato: si rischia un'inchiesta della Corte dei Conti Il parere dell'Avvocatura dello Stato sarebbe all'esame del ministro Bondi; si rischia una nuova battaglia giudiziaria Petruzzelli, l'Avvocatura: «Adesso va espropriato» «Non può essere restituito alla famiglia» BARI Sarebbe un parere dell'Avvocatura generale dello Stato a bloccare la riapertura del Petruzzelli. Nel documento, di cui molto si parla ma che solo il ministro Bondi conoscerebbe nel dettaglio, si sostiene che i 53 milioni di euro spesi dagli enti pubblici per ricostruire il teatro non si potrebbero «scontare» attraverso il canone d'affitto ridotto che la Fondazione pagherebbe alla famiglia per usarlo. Insomma, non si può ridare ai Messeni Nemagna il teatro ricostruito con fondi pubblici, bisogna espropriarlo. Nonostante il protocollo d'intesa stabilisse che gli enti pubblici ricostruivano e la famiglia manteneva la proprietà? Sì, nonostante questo. E per due ragioni, secondo l'Avvocato dello Stato. La prima: perché quel protocollo viene considerato uno strumento giuridicamente debole per difendere la condotta delle pubbliche amministrazioni di fronte a un interessamento della Corte dei Conti. La seconda: perché quel protocollo non parla della fondazione Petruzzelli (nel 2002 ancora non costiuita) e quindi non la vincola, e così richiederebbe un'integrazione che ora nessun amministratore pubblico si sentirebbe di firmare perché lo esporrebbe al giudizio della magistratura contabile. Ecco cosa ci sarebbe davvero dietro al nuovo rinvio, dopo l'annuncio da Roma del via libera alla riapertura per il primo febbraio. Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, che aveva chiesto a gennaio l'aiuto dell'Avvocatura generale per stendere il provvedimento di consegna del teatro, sarebbe stato bloccato da questo parere. E non potrebbe far altro che aspettare. Aspettare per decidere come riproporre l'esproprio, o meglio dare via libera agli enti locali che dovrebbero espropriare per via amministrativa. Non è facile per il ministero di un governo di centrodestra, nonostante il codice Urbani lo preveda, dopo che quello stesso ministero aveva garantito di non voler seguire la strada, già percorsa (senza fortuna per via dello strumento del decreto legge scelto) dal centrosinistra. «Quando ci convocò, il ministro garantì di non voler procedere con l'esproprio - dice ora l'avvocato della famiglia Ascanio Amenduni - quindi mi aspetto che tenga fede a quella posizione. Del resto, i pareri degli avvocati sono tecnici, le decisioni politiche prevalgono». Ma Amenduni è già pronto a una nuova battaglia. «Un esproprio per pubblica inadempienza sarebbe un improprio - dice - e noi abbiamo già presentato ricorso alla Corte di giustizia dei diritti dell'uomo perché quantifichi i danni di un esproprio per colpa pubblica, come per Punta Perotti. Un nuovo attentato al protocollo d'intesa del 2002, allargherebbe la sfera risarcitoria da far valere davanti a quella corte». E poi, naturalmente, i Messeni Nemagna impugnerebbero in ogni sede l'esproprio che per via amministrativa non godrebbe della "corsia veloce" assicurata da un esproprio per legge. Il sindaco Michele Emiliano non vuole sentir parlare di nuovi contenziosi. «Aspetto lo studio che manca per avere l'agibilità. Poi tornerò a chiedere al ministero il teatro. Ho la responsabilità di non cedere».
BARI Petruzzelli, l'esproprio di nuovo all'orizzonte
Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha chiesto un parere all'Avvocatura generale dello Stato per preparare la consegna del teatro Petruzzelli alla fondazione. Tuttavia, l'avvocato dello Stato ha risposto che il protocollo d'intesa del 2002, che stabilisce che gli enti pubblici ricostruiscano il teatro e la famiglia mantenga la proprietà, è uno strumento giuridicamente fragile per difendere la condotta delle pubbliche amministrazioni. Inoltre, il protocollo non parla della fondazione Petruzzelli, quindi non la vincola. L'avvocato dello Stato ha quindi consigliato di espropriare il teatro per evitare di finire nel mirino della magistratura contabile.
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