L'AQUILA. Il provvedimento annunciato dal governo e relativo all'edilizia e alle facilitazioni per costruire e ampliare ha provocato reazioni anche in Abruzzo. Maurizio Acerbo , consigliere regionale di Rifondazione comunista ha diffuso ieri una nota con la quale invita il presidente della giunta regionale Gianni Chiodi a «dire no a Berlusconi ». Il provvedimento che il governo nazionale si appresta a varare prevede fra le altre cose che gli edifici residenziali potranno essere ampliati di circa il venti per cento rispetto al volume attuale, le licenze edilizie saranno sostituite da perizie giurate di un tecnico e in caso di abbattimento e ricostruzione di un edificio si potrà avere un aumento della cubatura fino al 30 per cento (35 per cento utilizzando bioedilizia). «Molte regioni italiane» scrive Maurizio Acerbo «hanno già annunciato che non attueranno quanto previsto dal folle provvedimento annunciato da Berlusconi. Chiedo formalmente a Chiodi di fare altrettanto. L'Abruzzo è una regione che ha già pagato un duro prezzo al dilagare della speculazione edilizia. Le misure berlusconiane regaleranno ai costruttori colossali aumenti di volumetria senza neanche dover contrattare con i Comuni gli accordi di programma. Se confermate le prime anticipazioni, si potranno aumentare del 20 le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione. Si potranno demolire e ricostruire, con il 30 in più, gli edifici costruiti prima del 1989. Tutto questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la certificazione di un tecnico. Aumentare le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico delle reti dell'acqua e delle fogne, ridurre l'efficienza delle scuole, del verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell'aria e dell'acqua, ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza. Significa privilegiare, nell'economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell'innovazione dei sistemi produttivi, dell'utilizzazione delle risorse peculiari della nostra terra. Non dimentichiamo che scatenare l'attività edilizia indiscriminata provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese». «Le conseguenze di una tale deregulation» continua Acerbo «sarebbero il definitivo soffocamento delle città della costa abruzzese già sovraccariche di densità edilizia e un'ulteriore distruzione del caratteristiche paesaggistiche delle aree interne. L'Abruzzo Regione Verde ha il dovere di rifiutare l'applicazione di tali disposizioni che ci riportano agli anni Sessanta del secolo scorso» conclude il consigliere regionale di Rifondazione.
ABRUZZO - La Regione dica no a Berlusconi
Il governo nazionale ha annunciato un provvedimento per l'edilizia e le facilitazioni per costruire e ampliare. Il provvedimento prevede aumenti della cubatura degli edifici residenziali fino al 30% e la sostituzione delle licenze edilizie con perizie giurate di un tecnico. L'Abruzzo ha già annunciato di non attuare il provvedimento. Il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, ha diffuso una nota in cui invita il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, a dire no al provvedimento. Acerbo afferma che il provvedimento comprometterà la vivibilità delle città e favorirà la speculazione immobiliare.
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