L'arte violata I sindacati: un errore affidarsi alla vigilanza privata Acidini: «Non si riesce a garantire la sicurezza» Le indagini affidate ai carabinieri: nei prossimi giorni saranno ascoltati i responsabili della soprintendenza Il mignolo staccato di netto e l'anulare sinistro (che già era stato imperniato) danneggiato. Chissà cosa è saltato in testa a chi tra venerdì e sabato della scorsa settimana è entrato di soppiatto nella Loggia dei Lanzi e ha deturpato la mano sinistra di uno dei corpi del Ratto di Polissena, l'opera più recente del parterre della loggia, scolpita da Pio Fedi tra il 1855 e il 1865. Forse voleva fare una foto vicino alla statua, forse aveva intenzioni peggiori. Chissà. L'unica certezza è che quel qualcuno ha danneggiato un'opera d'arte ed è andato via indisturbato, senza che la vigilanza, che dovrebbe sorvegliare l'area ventiquattro ore al giorno, si accorgesse di niente. Il dito è stato ritrovato come ha riportato ieri La Nazione sabato mattina alle 8 da uno dei vigilanti diurni ed è stato consegnato subito ad Angelo Tartuferi, funzionario della Galleria degli Uffizi. La mano in questione, che già aveva subito dei danni in passato, presenta segni di integrazioni ad altre due dita ed è ben visibile il perno inserito nell'anulare, ma il mignolo fino a venerdì era illeso, a dimostrarlo l'assoluta assenza di segni di colla. La ditta che aveva curato il restauro del gruppo nel 2002 è già stata contattata e provvederà immediatamente all'intervento di restauro, nel frattempo il danno è stato denunciato ieri mattina ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale che stanno effettuando le dovute verifiche tra i responsabili della soprintendenza e le due ditte private di vigilanza che sorvegliano la zona giorno e notte: nei prossimi giorni saranno sentiti nella speranza che qualcuno racconti qualcosa di importante. «Più che il danno in sé, che è molto limitato e rimediabile commenta la soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini si tratta di un campanello di allarme dello stato di sicurezza carente. La sicurezza, nonostante la sorveglianza permanente non si riesce a garantire anche per il comportamento imprevedibile di alcune persone». Durante le ore diurne, quando la confusione regna e il passaggio di turisti è inarrestabile, un omino col fischietto tenta incessantemente di mantenere l'ordine. «Scendete da lì lo si sente urlare non si può stare in piedi, solo seduti. Questo è un museo, non una piazza qualsiasi, avete capito?». È nervoso e spiega che lui fa parte di un gruppo di volontari che sorveglia la loggia tutti i giorni dalle 8 alle 19 e ci tiene a precisare: «Io non so niente, io non c'ero». E subito continua raccontando dell'incuria e del poco rispetto che ha la gente che passa. Da chi si siede sulla pietra forte e mangia panini, a chi si mette in posa per fare fotografie. Le telecamere più vicine sono quelle sul fianco di Palazzo Vecchio che si affaccia su via della Ninna. Ma gli occhi elettronici non hanno «catturato» nulla di interessante, a detta degli inquirenti. «Si torni alla vigilanza statale dice il coordinatore Nazionale Ugl Beni Culturali, Renato Petra ho delle perplessità sulla corsa alla vigilanza privata che, nei beni culturali, vorrebbe sopperire in talune situazioni, alle carenze organiche della vigilanza statale». Ludovica Zarrilli