GROSSETO. Non si fermano gli effetti del devastante terremoto giudiziario che ha scosso il sistema dell'edilizia a Monte Argentario. Un sistema, secondo la Procura della Repubblica di Grosseto, nel quale un foltissimo gruppo di dirigenti e tecnici comunali, con la complicità di liberi professionisti e addirittura di un assessore e di una funzionaria della soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici per le province di Siena e Grosseto, provvedeva a consentire costruzioni abusive sul Promontorio in cambio di denaro o di favori. Mentre in Tribunale si susseguono gli interrogatori, mentre accusa e difesa affilano le armi in vista del confronto processuale, ora scendono in campo gli Ordini professionali: architetti e ingegneri della Provincia di Grosseto che, leggi e sentenze alla mano, hanno deciso di intraprendere severe azioni disciplinari nei confronti dei propri iscritti coinvolti nell'inchiesta. Per cinque di loro - quelli colpiti dalla misura cautelare più restrittiva, gli arresti domiciliari - i rispettivi Ordini provinciali hanno già sancito la sospensione dall'albo. Un provvedimento che sarà mantenuto almeno fino a quando la magistratura non dovesse, eventualmente, revocare la misura. Non possono dunque temporaneamente esercitare la professione gli architetti Augusto Donati, 68 anni, già responsabile (ora in pensione) del settore urbanistica del Comune di Monte Argentario; Antonella Sabato, 50 anni, residente a Grosseto, funzionario istruttore; Angelo Collantoni, 45 anni, di Orbetello, libero professionista; e Vincenzo Gabriele, 42 anni, di Monte Argentario, anch'egli libero professionista. Sospeso dall'Ordine degli ingegneri è invece Massimo Benedetti, 44 anni, di Monte Argentario, libero professionista. È stato invece aperto un fascicolo per una possibile sanzione disciplinare a carico degli architetti Patrizio Pisino, 54 anni, residente a Grosseto, funzionario della soprintendenza, per la quale il giudice ha disposto la sospensione temporanea dai pubblici uffici; e Claudia Casalini, 42 anni, di Monte Argentario, colpita da un più lieve "divieto di dimora". Per entrambe, ogni possibile sanzione disciplinare da parte dell'Ordine verrà stabilita solo a conclusione dell'iter processuale. Caso a sé, infine, è quello di Mauro Ghini, 58 anni, ingegnere santostefanese che - subito dopo essere stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di dimora - ha presentato autonomamente istanza per essere cancellato dal suo Albo. La strada del rigore intrapresa dagli Ordini grossetani, a quanto pare, è una strada obbligata. «Non potevamo fare altrimenti», spiega Pietro Pettini, presidente dell'Ordine degli architetti. Un Regio Decreto del 1925 stabilisce infatti che in caso di condanna definitiva l'iscritto va radiato dall'Albo, mentre l'iscritto raggiunto da "mandato di cattura" deve essere sospeso. Il mandato di cattura non esiste più, e nel 1994 una sentenza di Cassazione lo ha equiparato alla misura di custodia cautelare. Dunque, ricevuto il parere di uno studio legale grossetano, i due Ordini hanno deciso di sospendere i loro iscritti, almeno quelli agli arresti domiciliari. «Abbiamo cercato di muoverci con la massima attenzione e nel rispetto di tutti», conclude Pettini
EDILIZIA FACILE - TOSCANA - Ingegneri e architetti agli arresti sospesi dai loro Albi professionali
In Grosseto, un gruppo di dirigenti e tecnici comunali, con la complicità di liberi professionisti, ha consentito costruzioni abusive sul Promontorio di Monte Argentario in cambio di denaro o favori. La Procura della Repubblica ha indagato e ha disposto misure cautelari. Gli Ordini professionali di architetti e ingegneri della Provincia di Grosseto hanno deciso di intraprendere severe azioni disciplinari nei confronti dei propri iscritti coinvolti nell'inchiesta. Cinque iscritti sono stati sospesi dall'albo, tra cui cinque architetti e un ingegnere.
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