«La gente che si comporta in questo modo non è immorale ma è amorale, ovvero una morale non l'ha mai avuta». È sdegnato Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, che di fronte allo scempio ai danni del ratto di Polissena, ribadisce l'idea che aveva avanzato qualche mese fa, ovvero innalzare cancelli che proteggano da qualsiasi attacco le opere d'arte conservate nei luoghi a rischio. «Era una pratica utilizzata anche in tempi antichi ed è riuscita a consegnarci intatti tanti capolavori », spiega. «Se la cancellata è consona e pertinente, perché non farlo? Per la Loggia dei Lanzi dice c'è una sorveglianza notturna pagata, eppure nemmeno questo è bastato. Più che la gravità del danno, è il segnale che il danno manda. La gente non ha la ben che minima percezione di quello che causa». Lotta tutti i giorni il direttore degli Uffizi, tenta di alzare la voce contro chi i preziosi capolavori della galleria e della città li considera una faccenda altrui. «Il problema è alla base continua se ci fosse nel cittadino la consapevolezza che quello che sta deturpando è suo, probabilmente queste cose non accadrebbero. Ma invece non c'è alcun senso civico, nessuna attenzione al bene comune». E il metro di paragone lo dà la città stessa. «Se una persona passa da strade pulite e ordinate prima di entrare in un luogo riesce a percepirne la sacralità, se invece vede sporcizia e sente odori sgradevoli, si sente autorizzata a comportarsi in modo diverso». L.Z. Storico dell'arte e direttore della galleria degli Uffizi