Venezia. Creare una struttura di servizio che metta in relazione le problematiche espresse dal settore e pianifichi possibilità risolutive. Con questo intento è nato il patto per lo sviluppo del distretto dei beni culturali, presentato ieri al Parco scientifico e tecnologico Vega di Venezia. Tra gli aderenti 20 istituzioni e oltre 190 imprese del settore, che hanno condiviso un programma di progetti di valorizzazione e ricerca per oltre 7 milioni. Il patto è stato promosso da Acca (Associazione dei costruttori edili e affini di Venezia e provincia), Camera di commercio di Venezia, Confartigianato del Veneto, Unindustria Venezia, Rest'Arte Alvisopoli e Vega Parco scientifico tecnologico di Venezia. «Al patto hanno aderito finora 192 imprese venete ha spiegato Federico Zerbo, vice presidente di Vega operanti nella filiera produttiva del restauro e della conservazione dei beni culturali. Si tratta di micro e macroimprese con un volume d'affari annuo complessivo di quasi 200 milioni e oltre 1.100 addetti». Un risultato importante, che vede Vega impegnato come capofila e coordinatore del patto di sviluppo. «Lo scopo del distretto ha aggiunto Giorgio Minighin, rappresentante del patto è quello di realizzare, cogliendo le opportunità offerte dalla legge regionale, una struttura di servizio che relazioni le problematiche espresse dal settore e ne valuti le possibilità risolutive oltre a sviluppare una progettualità strategica comune. Si tratta, quindi, di promuovere un miglior utilizzo delle risorse imprenditoriali, scientifiche e accademiche presenti nel Veneto». Il patto per lo sviluppo del distretto Veneto dei beni culturali,- che è in fase di istruttoria, ha in programma, per i prossimi tre anni, 13 progetti di valorizzazione e ricerca e azioni innovative per un importo di oltre 7 milioni, cofinanziati al 40 dalla Regione, al 40 dalle imprese e il rimanente 20 dagli enti pubblici. Tra gli interventi previsti spiccano la realizzazione del museo dell'Archeologia industriale veneta, la determinazione di un protocollo di restauro e manutenzione degli edifici storici, la formulazione e sperimentazione di malte per murature storiche, e, per la promozione, la creazione del marchio e del portale del distretto. Il patto si basa sulla ricchezza del patrimonio culturale Veneto (250mila i beni culturali, tra mobili e immobili, censiti al 31 dicembre 2003) e sulla rilevante dimensione economica del comparto, che presenta più di 900 aziende che impiegano oltre 4mila addetti, per un volume d'affari stimato di oltre 1 miliardo.
Patto da 7 milioni per 200 aziende
Il patto per lo sviluppo del distretto dei beni culturali del Veneto è stato presentato al Parco scientifico e tecnologico Vega di Venezia. Il patto è stato promosso da diverse organizzazioni, tra cui Acca, Camera di commercio di Venezia, Confartigianato del Veneto e Vega. Gli aderenti al patto sono 192 imprese venete che operano nella filiera produttiva del restauro e della conservazione dei beni culturali. Il patto ha un volume d'affari annuo complessivo di quasi 200 milioni e oltre 1.100 addetti.
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