Valerio Zanone, l'ex sindaco liberale degli anni '90 e '91, presidente della Fondazione per l'Egizio? L'ipotesi, circolata la scorsa estate, starebbe per realizzarsi. Anche se il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani (cui spetta la nomina), in visita alla Galleria d'Arte Moderna, per il vernissage della mostra di Chagall, non aveva anticipato nulla, confermando tuttavia che presto sarebbe ritornato sotto la Mole, proprio per inaugurare la Fondazione del prestigioso Museo di via Accademia delle Scienze. La possibilità che Zanone sia designato a presiedere il nuovo ente preoccupa il segretario provinciale di An, Agostino Ghiglia. Il quale, insieme con i deputati Sandro Delmastro e Gianni Mancuso, ieri, ha presentato un'interrogazione al ministro, per conoscere il destino dell'Egizio e sapere se sia vero che alla sua guida sarà nominato Valerio Zanone. «Ci auguriamo - scrive Ghiglia in una nota - che le voci su Zanone presidente della futura Fondazione restino tali». «Non perché - spiega -, da sindaco abbandonò Torino per inseguire ambizioni politiche personali, "riconsegnando" la città alle sinistre, e neppure per il fatto che, ancora recentemente, ha sostenuto Sergio Chiamparino contro il candidato della Casa delle libertà, Roberto Rosso. Ma perché non si capisce che cosa c'entri Zanone con il Museo Egizio». Istituzione «di gran valore», secondo Ghiglia, che «per essere rilanciata» dovrebbe essere affidata «ad uno studioso e ad un manager, e non «ad un politico di lungo corso, solo per il fatto che qualcuno sente il bisogno di dargli un incarico onorifico». Opposto il giudizio del sindaco Sergio Chiamparino. Spiega: «Lo Statuto della Fondazione prevede tre livelli di responsabilità: il vertice del comitato scientifico da affidare ad un egittologo, un direttore generale che si presume debba essere un manager della cultura e un presidente con funzioni di rappresentanza, diciamo "politica". E, a questo livello, si inserirebbe Zanone. Che, secondo me, ha tutte le carte in regola per farlo». La nomina spetta, comunque, al ministro Urbani, «mentre - conclude Chiamparino - agli enti locali toccherà designare propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione».