Povero e pieno di talento. Tanto da diventare "pittore imperiale", celebrato come il "David di Firenze". Una carriera folgorante per Pietro Benvenuti (1769-1844), figlio di un ciabattino della periferia di Arezzo, avviato agli studi allAccademia di Belle Arti grazie al sussidio della Fraternita dei laici, e talmente bravo da essere poi mandato a Roma, consacrato da fama illimitata, grazie anche al buon carattere e lattenzione ai denari, che lo vide incline a servire ogni committente con profusione di opere, dai Lorena, a sovrani della famiglia di Napoleone, fino ai Granduchi e ai ricchi committenti nobili. Eppure dimenticato, perché ritenuto troppo accademico, votato allestetica neoclassica e al gigantismo delle composizioni mitologiche, e ora riscoperto grazie alla mostra che si inaugura oggi a Palazzo Pitti, alla Galleria Palatina e Moderna, negli spazi delle Sala Bianca dove lallestimento di Luigi Cuppellini incornicia i suoi ritratti e grandi quadri, compreso quello (21 metri quadrati di tela) de La morte di Priamo proprietà dei principi Corsini, appena restaurato per lesposizione. Pittore Imperiale-Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena è la prima delle rassegne 2009 organizzate dal Polo museale fiorentino con lEnte Cassa di Risparmio: curata da Liletta Fornasari e Carlo Sisi rende giustizia a questo illustre protagonista del passaggio tra Neoclassicismo e Romaticismo, a cui si devono i monumentali affreschi delle Sala di Ercole a Pitti, e con Leopoldo II di Lorena, le decorazioni del soffitto della Cappella dei Principi a San Lorenzo, oltre ai molti ritratti di corte. Numerosi i disegni, i bozzetti, gli studi preparatori tra le 160 opere che rileggono lopera di Benvenuti, che rivelano la sua geniale maestrìa, oltre ai contatti con altri artisti italiani ed europei incontrati a Roma (tra cui Giani, Sabetelli, Thorvaldsen), e che non poco contribuirono alla sua evoluzione, verso unadesione più moderna. «Un artista di qualità assoluta, vicino al nostro sentire» osserva la soprintendente Cristina Acidini, presentando la rassegna e invitando a rileggere emotivamente i monumentali capolavori di Benvenuti riuniti a Pitti grazie anche prestiti da collezioni private e altri musei. La rassegna diretta e coordinata da Stefano Casciu e Annamaria Giusti, corredata di catalogo Sillabe, resterà aperta da oggi al 21 giugno, con un ticket di ingresso che da 8,50 euro sale a 12 euro, valido per la visita alla mostra e alle Gallerie Palatina e Moderna.