Ma c'è chi dice «aspettiamo il testo». Bossi provoca: «No ad abitazioni per gli immigrati». Ferrero: «Sparate razziste» Loccupazione delle case in viale Ionio a Roma Adriano Carlesi Non è stato ancora presentato ufficialmente, ma il piano casa del governo - anticipato da giorni sulla stampa - fa discutere. Venerdì prossimo verrà approvato dal consiglio dei ministri, i governatori delle regioni di centrosinistra sono già sul piede di guerra. Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato Regioni che dovrebbe esaminare il piano solo dopo il varo a Palazzo Chigi, si dice «preoccupato dalla politica degli annunci e ancor più preoccupato se si facesse la scelta grave delle deregolazioni invece di seri percorsi di semplificazione, che sono necessari». Per Errani, è «sbagliato il metodo». La richiesta: «Se si vuole una vera politica della casa, anche per rispondere alla crisi economica, si azzeri questo "piano segreto", come è stato definito e si riparta da un corretto rapporto istituzionale con regioni ed enti locali, titolari della materia». Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo parla di «condono surrettizio», la presidente dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti, dice che la proposta del governo per rilanciare l'edilizia «favorisce l'abuso e distrugge il territorio». Per il governatore della Toscana, Claudio Martini, così si favorisce «solo chi è proprietario ed ha la possibilità di fare ampliamenti al di fuori di ogni regola». No anche dal governatore della Puglia Nichi Vendola. Ma se la stragrande maggioranza dei governatori di centrosinistra si mantiene compatta su posizioni contrarie al piano e allineata dunque alla linea espressa dai loro leader nazionali, non mancano reazioni più possibiliste, che pur non corrispondendo a vere aperture di credito al governo Berlusconi, indicano almeno la necessità di rimandare il giudizio a quando il testo sarà presentato nel dettaglio. E' di quest'avviso, per esempio, il governatore delle Marche Gian Mario Spacca («Giudico solo dopo aver conosciuto il testo»). Il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro spezza una lancia a favore della «semplificazione delle regole» in edilizia, pur lanciando l'allarme sul «pericolo di un generalizzato aumento delle volumetrie». E poi ricorda - e non è l'unico dell'opposizione a farlo - che anche il governo Prodi si occupò di un piano casa con lo «stanziamento di 550 milioni di euro». Inviti alla cautela, in verità, arrivano anche da forze politiche vicine al centrodestra. Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo (Mpa), esprime le sue riserve. «La Sicilia - osserva - ha sofferto a lungo della piaga dell'abusivismo, stiamo attenti con le nuove cubature». L'impatto ambientale «deve essere compensato da norme di risparmio energetico come quelle che incoraggiano l'uso dei pannelli solari», aggiunge. E poi «in Sicilia con i consumi depressi - conclude Lombardo - non so quante famiglie possano spendere 150mila euro per allargare la propria abitazione». Riserve giungono anche dalla Lega, ma - c'è da aspettarselo - hanno un segno tutto diverso. «Non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari», ribadisce Umberto Bossi. Dura replica di Paolo Ferrero. «Le sparate del ministro Bossi servono a poco se non a rassicurarci sul razzismo palese del leader leghista», dice il segretario del Prc, secondo cui un piano casa dovrebbe «servire a predisporre un grande piano per le case popolari ed a rilanciare l'edilizia popolare pubblica, come dice il segretario dell'Ugl Polverini». In effetti, la materia è tale che intervengono anche i sindacati. ll segretario della Cgil Guglielmo Epifani: «Bisogna stare attenti quando si usano processi di regolamentazione in una materia come questa, abbiamo già visto con le banche che fine si fa quando non ci sono regole. Si sa dove si inizia, non si sa però dove si finisce». Per Epifani, sarebbe «necessario un provvedimento che rafforzi la riconversione sostenibile delle abitazioni, per il risparmio energetico». Contrari anche gli ambientalisti. «Sembra di tornare alle Mani sulla città di Francesco Rosi - dice Edoardo Zanchini, responsabile dell'urbanistica di Legambiente - al ricordo di come in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri». Dalla parte del governo, il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan: «Non ci sarà alcuno scempio ambientale». Insieme al neoeletto governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, Galan ha già siglato l'intesa con Palazzo Chigi sul piano casa. Resta da aspettare la presentazione ufficiale del progetto per capire qual è la vera posizione dell'opposizione parlamentare su interventi che - in tempi di crisi - potrebbero far gola a molti amministrazioni locali che ne guadagnerebbero in termini di oneri di urbanizzazione. a.mau.
Governatori contro il piano casa. Errani: Il governo discuta con noi
Il governo ha anticipato la presentazione del piano casa, che verrà approvato dal consiglio dei ministri il prossimo venerdì. I governatori delle regioni di centrosinistra si sono già espressi contro il piano, che prevede deregolazioni e semplificazioni. Il presidente della Conferenza Stato Regioni, Vasco Errani, ha criticato il metodo del governo e ha richiesto un corretto rapporto istituzionale con le regioni ed enti locali. I governatori della Toscana, della Puglia e della Sicilia hanno espresso riserve sul piano, che potrebbe favorire l'abusivismo e distruggere il territorio. Alcuni governatori, come quello della Toscana, hanno anche espresso preoccupazioni per la possibilità di ampliamenti al di fuori di ogni regola.
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