Il sindaco nuovamente allattacco del ministro Bondi: "Ormai non risponde nemmeno al telefono". Il nodo dellorchestra complica la trattativa «Basta con le divisioni». A chiederlo, ponendo un ultimatum al consiglio di amministrazione della Fondazione Petruzzelli e teatri di Bari, è il sindaco Michele Emiliano, presidente dellente lirico sinfonico. «In questo momento - dice il primo cittadino - abbiamo bisogno di tutto, ma di conflitti proprio no». Da una parte, accusa, cè un ministero, quello per i Beni culturali, che «non risponde al telefono» e dallaltra «il nodo dellorchestra sinfonica che continua a complicare tutto e a surriscaldare il clima»La famiglia insiste: "Si è già espressa la Corte costituzionale" Il ministero dei Beni culturali, per esempio, aspetta di conoscere il parere dellAvvocatura dello Stato. In particolare, si chiede di sapere quale titolo abbia la fondazione lirico-sinfonica per prendere in consegna il Teatro Petruzzelli, anche in relazione alle pretese della proprietà privata. Un altro aspetto da chiarire riguarda invece gli atti da adottare per evitare un ulteriore contenzioso. Non soltanto con i privati, ma anche con gli enti pubblici che aderiscono alla fondazione (Regione in primis). Il timore di molti, e non soltanto a Bari, è che lAvvocatura dello Stato prenda spunto dai due pareri che le sono stati richiesti per ribadire quanto ha già sostenuto in passato. Ossia che il Teatro Petruzzelli va espropriato. La sezione distrettuale della Puglia prima e la direzione centrale dellAvvocatura poi hanno chiarito che, considerata la natura pubblica della ricostruzione, il Teatro Petruzzelli deve essere espropriato. In pratica, va applicato il codice Urbani per i Beni culturali. Questultima ipotesi è stata però sempre esclusa dallattuale governo centrale. Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha chiarito più volte che lesproprio non è allordine del giorno. Ma se lAvvocatura dello Stato dovesse ribadire questo orientamento? Potrebbe il ministero non tenerne conto? Per la proprietà privata il problema non esiste. «Se lAvvocatura dello Stato riproponesse lesproprio, solleverebbe un argomento già rigettato dalla Corte costituzionale - taglia corto lavvocato Ascanio Amenduni, legale dei tre quarti della proprietà - In ogni caso ci fidiamo delle parole del ministro che ha più volte chiarito che il governo non è incline a prendere in considerazione altre azioni di esproprio. Va poi considerato che questa volta bisognerebbe comunque procedere con una legge ordinaria e che per quanto ci riguarda non resteremmo certo a guardare. Ci auguriamo, però, che il caso di Punta Perotti abbia insegnato qualcosa: non si può colpire la proprietà privata per sopperire allincapacità dei pubblici poteri». Il problema, però, esiste ed è sempre più evidente. Le questioni sollevate laltro giorno dallavvocato Mario Carrieri, prima fra tutte il mancato collegamento giuridico fra il protocollo dintesa del 2002 e la fondazione lirico-sinfonica, dimostrano che la soluzione non è dietro langolo. E anche se la proprietà privata non aspetta altro che lente lirico prenda in gestione il Teatro Petruzzelli («altrimenti rischia di perdere i contributi pubblici», sentenzia Amenduni) non è detto che a Roma la pensino allo stesso modo. Lo spettro dellintervento Corte dei Conti, per la ricostruzione con fondi pubblici di un immobile privato, non fa dormire sonni tranquilli a molti. (r. lor.)