ROMA «Bocciato. Quel piano è una cementificazione pericolosissima, campata sulla luna». Dario Franceschini, dagli schermi di «In mezz'ora» su Raitre, contesta il progetto per l'edilizia presentato dal governo e attacca Silvio Berlusconi per il modo «inefficace e inadeguato » con cui affronta la crisi. Ottenendo risposte dure dal Pdl che con il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti l'accusa di «ripescare le vecchie parole della sinistra del no». Incalzato da Lucia Annunziata, il segretario del Pd spiega: «La proposta del governo è uno sbaglio. Gli italiani non vivono nelle ville ma in condomini o in centro: dove le aggiungono le stanze, sul pianerottolo? E poi rovinare il nostro territorio sarebbe come se un Paese arabo bruciasse il petrolio». Franceschini non accetta la parte del «signor no» e nega discontinuità con Veltroni: «Facciamo protesta e proposta». Semmai è il governo a chiudersi: «Abbiamo proposto la moratoria sui precari, l'indennità di disoccupazione, l'accorpamento del referendum: ci è stato risposto sempre e solo no». Il Pd è indisponibile a larghe intese: «Non facciamo pasticci. Ma siamo pronti a fare insieme le riforme istituzionali. E a votare con loro un pacchetto di misure anti crisi, se saranno concrete ». Quanto al nucleare, «arriviamo tardi: l'Italia dovrebbe puntare sulla green economy ed entrare subito nella ricerca sul nucleare di nuova generazione ». Il conflitto d'interesse di Berlusconi non è dimenticato: «Ma siamo all'opposizione, il Parlamento non l'approverebbe ». Sul referendum elettorale non si sbilancia: «La mia opinione? Non sarebbe giusto dirla ora. Convocherò la Direzione e lì la dirò». Nell'opposizione, se Massimo Donadi (Idv) teme l'arrivo di «speculazioni e affari dei furbetti », l'Udc è più cauta. Pier Ferdinando Casini si dice «non pregiudizialmente contrario». Luca Volontè (Udc) è più drastico: «È un'iniziativa per i benestanti ». La maggioranza appare compatta. Per il ministro Gianfranco Rotondi «la casa è la ricchezza dei poveri: questa è una risposta alla crisi». Maurizio Gasparri è duro: «Il Pd di Franceschini si allinea alla strada del peggior Di Pietro. Solo insulti, nessuna idea originale, ma parole a vanvera».