Appena qualche giorno fa, il presidente della Toscana, Claudio Martini, ventilava l'ipotesi dell'apertura della Galleria degli Uffizi bis ad Abu Dhabi. Considerati i numeri che seguono, forse sarebbe pi utile far funzionare meglio la Galleria degli Uffizi esistente, prima di pensare alla sua appendice asiatica. Il museo diretto da Antonio Natali sta attraversando un momento difficile: i visitatori sono in picchiata e, per la prima volta, il calo del mese passato ha toccato una percentuale a doppia cifra (-13), anche se febbraio 2008 aveva un giorno in pi rispetto allo stesso mese di quest'anno. Ma la situazione cambia poco. Così, dopo un'attenta analisi, abbiamo individuato in quattro «mali» le cause del suo malessere. Le code - Ma veramente si può stare in coda due, tre, talvolta quattro ore per entrare agli Uffizi? La risposta è sì. Accade e bisognerebbe che non accadesse. La colpa è certamente dell'affollamento e del inetal detector (che per c'è dovunque, anche all'estero, dove le code non sono così lunghe), ma soprattutto della scarsa volontà di risolvere il prolema. Susanna Holm, della Cooperativa Servizi Culturali Sigma, ha detto che per risolvere il problema andrebbe organizzato, una volta per tutte, «il servizio di prenotazione on line, come si fa con le mostre temporanee; ormai è chiaro che dove non esiste la biglietteria elettronica completa, i visitatori calano». Da parte sua il sindacato Conf.sal-Unsa, attraverso il responsabile regionale Learco Nencetti, ha di recente ribadito che, oltre alle prenotazioni obbligatorie per fasce di orario, vanno ripensate almeno altre tre situazioni: «bisogna ottimizzare la prestazione lavorativa con una diversa apertura dei musei di minor richiamo; poi bisogna ripensare gli orari, con aperture variabili da stagione a stagione e da museo a museo; infine va ripensata l'offerta espositiva, contenendo il prezzo del biglietto entro i 10 euro e proponendo biglietti cumulativi per tipologia, con l'obiettivo, invece di far stare i visitatori in coda per ore, di sfruttare quel tempo visitando un altro museo. Le sale chiuse - Ecco un altro dramma: le sale chiuse. Non si pu entrare in un museo come gli Uffizi e scoprire che alcune sale non sono visibili, o, peggio (ma è accaduto!), alla biglietteria indicano i numeri delle sale chiuse mentre in realtà queste sono un numero maggiore. In questa pagina il lettore trova il riepilogo del numero delle sale chiuse durante tutto il mese di febbraio. I dati sono preoccupanti, per non dire allarmanti. Su un totale di 47 sale (escludendo i piccoli depositi ma comprendendo il Verone), 2 sono sempre state chiuse (16 e 41). Molto spesso è stata chiusa anche la 35 (del Barocci e della Controriforma Toscana), mentre dal 20 febbraio, essendo iniziati i lavori preparatori del restauro della Tribuna (che ancora non si sa bene quando inizierà), è stata chiusa anche la 19. Poi le altre sale, chiuse pi o meno a singhiozzo soprattutto per mancanza di personale, ma anche per assemblee sindacali (per altro previste da tutti i contratti di lavoro). Il problema è che talvolta le sale chiuse sono arrivatea 11,chesuunto- tale di 47, rappresentano quasi un quarto. I casi sono due: o si riduce della stessa porzione il prezzo del biglietto oppure ci si mette, seriamente, tutti intorno a un tavolo e si risolve questo problema che ormai non è pi la fase acuta di un periodo di crisi ma è diventato cronico. contenendo Verone), 11,chesuuntotale 31 lavori - Pi che un museo, un cantiere. Da anni il padre di tutti i musei italiani è assediato da gru, ponteggi, opera etc... Tutto serve per trasformarlo - entro l'inizio del 2012 - in un museo pi moderno, pi efficiente, pi grande (ma anche con tanto calcestruzzo inserito, neanche tanto chirurgicamente, nella fabbrica vasariana, che dall'alto risulta ampiamente oltraggiata, come appare evidente dal cerchio nella foto sotto al titolo). Certo, alcune piccole decisioni potevano essere assunte in altri momenti. Per esempio, lo scorso 17 febbraio è stata annunciata l'apertura di due cantieri in spazi di passo per i visitatori della Galleria. Da Ognissanti 2008 fino a qualche giorno fa, il Loggiato degli Uffizi non era certo affollato, e quindi quello poteva essere il momento giusto per aprire questi cantieri. Averlo fatto adesso, quando i visitatori della Galleria (e le code) tornano ad aumentare, significa proprio non aver il benché minimo senso della programmazione. Per non parlare dei lavori di restauro alla Tribuna (e di conseguenza alla sala 19), che potevano iniziare all'inizio dello scorso autunno. Anche questi piccoli cantieri, insieme ai due, pi grossi, dei Nuovi Uffizi, non contribuiranno a risolvere i problemi della Galleria. A Opere invisibili - Il quarto e ultimo grande male degli Uffizi è costituito dall'invisibilità di alcune (troppe) opere esposte. Si sa che gli Uffizi sono grande prestatori di opere per mostre temporanee, ma un conto è prelevarle dai depositi (o dal Corridoio Vasariano che il direttore Antonio natali ha spesso definito una vera e propria «cava» di opere d'arte. e un altro è staccare i dininti dalle pareti della Galleria o lasciare vuoti i piedistalli dei lapidei. Qualche numero? Nel 2007 gli Uffizi hanno prestato 175 opere e ben 41 provenivano dalla Galleria. A queste vanno aggiunte tutte quelle che mancano per motivi di restauro odi revisione. Insomma un massacro. La situazione attuale non è delle pi rosee e, come abbiamo avuto modo di ribadire pi volte, non c'è alcuna volontà di trovare una soluzione a questo problema. Ieri, agli Uffizi, mancano 29 dipinti e solo 18 sale su 47 erano al completo. In questi giorni si deve fare a meno di 4 Raffaello (su un totale di 7), 3 Lorenzetti, 2 Beato Angelico, 2 Canaletto (su 3 totali), 2 Ridolfo Del Ghirlandaio, 2 Lippi e almeno un'opera di Giotto, Gaddi, Tiziano e Guercino. Manca il Polittico d'Ognissanti di Giovanni Da Milano e l'autoritratto di Rembrandt così come L'adorazione dei pastori di Adriaen van der Werff doveva tornare a metà gennaio, ma due mesi dopo ancora non si vede. E quel che è peggio, nessun cartello ne spiega il perché. Invisibile, infine, la sontuosa Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, sottoposta a un trattamento antitarli in loco.