Castellammare. Chi lo conosce, sa che Claudio Velardi, l'assessore alla cultura della Regione Campania, sa stupire. Ieri ne ha dato l'ennesima dimostrazione. Durante un convegno ( Napoli città senza futuro. Colpa delle baronie? ), il componente della giunta Basso- lino, ha dichiarato: A Napoli e in Campania i fondi strutturali europei dovevano essere usati per sviluppare e stimolare il mercato. Gli imprenditori, invece, sono stati usati dalla politica per perpetuare il consenso . Il fatto è che l'assessore ha detto queste parole pensando anche alla Reggia di Quisisana. Velardi, infatti, subito dopo ha affermato che in Campania sono stati restaurati molti palazzi e castelli antichi ma senza poi avere un progetto per sfruttar li. A questo punto l'assessore ha citato l'esempio di Palazzo Fuga a Napoli e quello della Reggia di Quisisana a Castellammare: "Vozza mi ha detto che fra poco gli consegneranno le chiavi del monumento completamente restaurato ma non sanno ancora cosa farci. E' chiaro che già prima del restauro ci dovrebbe essere un progetto chiaro per evitare che poi questi monumenti restino abbandonati e vandalizzati. E per sfruttarli è altrettanto chiaro che devono essere affidati ai privati". Ecco il Velardi che meraviglia. Da anni, per la Reggia di Quisisana, è in campo il progetto di adibirla a sede distaccata della Scuola di Restauro. L'assessore ha voluto dire che non se ne fa più nulla? Il ministro Bondi gli ha confidato questa verità? Eppure, per anni, sia governi di centrodestra che di centrosinistra si sono detti pronti ad investire su Castellammare. Con ministri e sottosegretari, tutti con all'ordine del giorno il nuovo destino da dare alla Reggia di Quisisana. Ebbene: Velardi, che da poco ha illustrato un bilancio pi che positivo del suo primo anno alla guida del turismo napoletano (che, in realtà, sconta e sconterà per anni la crisi rifiuti), in un colpo spariglia tutte le carte sul tavolo. Di privati, infatti, alla Reggia di Quisisana, non se ne era mai parlato. Anzi: appena il 27 febbraio scorso, a Palazzo Farnese, Comune di Castellammare e Tess hanno sottoscritto un "Atto di indirizzo programmatico per lo sviluppo dell'area Torresestabiese" per fronteggiare la crisi economica con il quale hanno chiesto alla Regione, tra l'altro, il mantenimento degli impegni sulle destinazioni del Palazzo Reale di Quisisana quale sede della Scuola di Alta Formazione per il Restauro, la sede distaccata dell'Iscr e del Museo Archeologico Stabiano. Questa resta l'idea che ha il Comune per l'antica dimora borbonica restaurata con fondi Cipe. Detto questo: l'ultimo passo verso questa direzione, fu fatto all'epoca del governo Prodi e del Ministro alla Cultura Francesco Rutelli. Da quando è premier Silvio Berlusconi, nonostante solleciti di ogni genere da Castellammare, il tavolo per la scuola di restauro è letteralmente svanito. Nemmeno un cenno, una risposta, dal governo di centrodestra e dal ministro Bondi per sapere se davvero resiste, da parte nazionale, la volontà di portare il progetto in porto. Curiosamente, di tanto in tanto, notizie sul futuro della Reggia sono arrivate proprio da Palazzo Santa Lucia, sede della Regione. Velardi, al posto della sede distaccata della Scuola di Restauro (un vero e proprio orgoglio nazionale, tanto che a quest'istituto è stato affidato il restauro delle opere storiche di Bagdad), ha lanciato l'idea di farne la sede distaccata della Ecole oteliere de Lausanne: alta formazione della cucina internazionale, anno di nascita 1893. Ma, a Castellammare, per dirla alla Mourinho, zero entusiasmo. L'assessore non si è perso d'animo: per Quisisana ha proposto ancora un albergo. Già visto, nella secolare storia della struttura. Ancora come l'allenatore dell'Inter: zero' apprezzamentio. A Castellammare, la domanda è una: ma perchè cambiare improvvisamente le carte in tavola, evocando i privati, per una struttura restaurata con soldi pubblici e che fondamentalmente al pubblico dovrebbe essere dedicata? Zero (vere) risposte. Mille cattivi pensieri.