Berlusconi affida alle Regioni il progetto-casa: meno burocrazia per ristrutturazioni e ampliamenti Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato l'altro ieri dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì dal consiglio dei ministri, ha confermato ieri il Cavaliere assicurando che «avrà effetti straordinari». «Più case per tutti» Il piano - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente» ha spiegato il presidente del Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro Roma. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier esclude rischi di abusi edilizi «perchè tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì prossimo un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20 la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le reazioni Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perchè «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di "cementificazione selvaggia", il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro: «È una necessità di tutto il Paese». Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi». I critici Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini osserva che c'è bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai Comuni. Dal Pd, il senatore Roberto Della Seta afferma parla di «totale deregulation edilizia» anziché trovare risorse per avviare subito un programma straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture. Di «assalto» al paesaggio e al territorio parlano Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente richiama il film «Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri». Polemiche che il portavoce forzista Daniele Capezzone giudica «sconclusionate» e spiega che «c'è un progetto che, nel rispetto dell'ambiente, può semplificare le procedure burocratiche, aiutare a ristrutturare e contribuire al rilancio dell'economia».