Questo teatrino è inaccettabile, sono stanco di farmi prendere in giro». Se capita di rado che Antonio Saitta perda le staffe, negli ultimi giorni il miracolo si è verificato per ben due volte: praticamente un record. La prima sfuriata è stata innescata dai mal di pancia nel Pd sulle candidature per i collegi provinciali, che minacciano di azzoppare il presidente uscente. L'altro terreno minato è quello di «Italia 150». A due anni dall'evento, Saitta, attuale presiden te del Comitato direttivo, è ancora in attesa dei fondi da Roma: 54 e rotti milioni, promessi mille volte e mai arrivati. Per far partire i cantieri si è deciso di attingere alle risorse stanziate dal sistema locale, che per sono insufficienti. Arrabbiato? «Stufo di sentirmi raccontare frottole. Da Roma non c'è attenzione a questo evento: né in termini di collaborazione, né di finanziamenti, né di ascolto». Parliamo delle risorse: tutti quelli che sono venuti a Torino, da Bondi a Schifani, hanno assicurato che i soldi arriveranno. «Certo, certo... L'ultima dimostrazione dell'attenzione del governo l'ho avuta il 26 febbraio. Il presidente del Senato doveva incontrare una delegazione del Comitato incaricato di occuparsi dei festeggiamenti a Torino. Sa com'è finita?». Altre promesse? «Manco pi quelle. Quando ormai tutto era organizzato, il suo staff ci ha comunicato che non avrebbe avu to tempo di riceverci. Chissà, forse dovrei fare il cortigiano e andare tutte le settimane a Roma per tendere la mano: è una parte che non fa per me». Perché non fate leva sui rappresentanti del governo nel Comitato? «Perché non rappresentano un potere di spesa del governo, quindi non hanno legittimazione». Per il senatore Ghigo è consapevole dell'urgenza, visto che l'ha sottolineata in più occasioni. «Ormai nemmeno lui sa quali pesci pigliare.., è sempre pi imbarazzato. Non voglio far gliene una colpa, ma insomma: se siede nel Comitato come rappresentante del governo, deve spendersi in tutti i modi perché i soldi arrivino. Altrimenti mi spieghi cosa ci sta a fare». Sta dicendo che dovrebbe dimettersi? «Sarebbe un segnale di coe renza». E' sicuro che quei fondi non siano stati dirottati altrove? «Comincio a sospettano, altrimenti non si capisce perché non li sbloccano. Qui non parliamo di ce li DUBBIO lebrazioni fini a se stesse. L'arrivo di qualche milione di persone in Piemonte nel 2011 è una grmde opportunità economica per il turismo torme- se e italiano. Occorrono consapevolezza e attenzione ai contenuti: dal governo non vedo né l'una né l'altra». «Comincio a sospettare che i fondi siano stati dirottati altrove».